La buona scuola siamo noi

JpegLa Sicilia risponde a Renzi  giovedì 16 davanti alla RAI catanese

di Guido Di Stefano

   La Sicilia è sempre pronta per le grandi battaglie in difesa di libertà, verità, dignità, bene comune: è la sua storia, il suo orgoglio, il suo travaglio.

   Non sono mai mancati eroine ed eroi: anche oggi, in quest’epoca “mercantile”.

Le mamme “NO-MUOS”, i belligeranti contro trivellazioni e sfruttamenti selvaggi, le voci contro malcostume e ruberie, i silenti e incorruttibili tutori della giustizia sono tra noi: in ogni circostanza vediamo una “lampada” che brilla per ridarci speranza e “richiamare” i potenti di turno.

Certo avremmo bisogno anche di qualche potente che avesse l’orgoglio e la temerarietà di Caio Giulio Cesare che ebbe a dire:  “Meglio essere il primo in un piccolo villaggio piuttosto che il secondo a Roma”. Noi abbiamo l’impressione che i “nostri” (autoproclamatisi) condottieri non siano neanche terzi a “Roma”.

   Abbiamo però chi non depone mai le armi, chi magari un giorno potrà condurre il popolo Siciliano alle mete che merita.

   E oggi donne e uomini lottano in difesa della scuola: bene universale. Carlo, detto il Magno,  re per discendenza e merito, monarca assoluto, capì l’importanza di una scuola “pubblica” che desse ai suoi sudditi un’istruzione libera da condizionamenti; oggi Matteo, detto Renzi, non re e non eletto mette mano alla “riforma” della scuola.

   Noi, da profani,  non comprendiamo due cose: 1) perché in Italia ogni legge debba essere incoronata come riforma; 2) l’intima sostanza di detta riforma scolastica.

   Noi non comprendiamo ma GLI ADDETTI AI LAVORI CERTAMENTE COMPRENDONO e forti di intelletto e cuore, ubbidendo al loro “ANIMUS” (siciliano) levano alti gli scudi della protesta.

   Temono gli insegnanti una deriva dittatoriale nei confronti del “personale” e nella “didattica”. Ricollegandoci a quanto scritto sembrerebbe che possano essere vanificati i sogni di Carlo Magno.

   Torniamo ai fatti, che vedranno i nostri protagonisti uniti in manifestazioni dettate dall’intelletto e dalla voglia di libertà-verità-umanità-democrazia. Leggiamo insieme:

    “Gli insegnanti, precari e non, giovedì 16 alle ore 16 faranno un presidio davanti la sede Rai di Catania. I docenti vogliono manifestare il loro dissenso al DDL di Renzi sulla scuola. Questo disegno prevede poteri eccessivi al dirigente scolastico che potrà assumere e licenziare a suo piacimento e potrà intervenire sulla didattica. Inoltre verranno sciolte le graduatorie ad esaurimento dopo una parziale assunzione degli iscritti. Gli insegnanti non vogliono un dirigente sceriffo, non vogliono la chiamata diretta ma il rispetto e lo svuotamento delle graduatorie tramite assunzioni, vogliono garantiti gli organi collegiali”.

     E poiché, come si suol dire, “da cosa nasce cosa” sono  in “animo” anche manifestazioni davanti alle sedi del PD, partito di cui il presidente del consiglio è segretario.

     Noi ci uniamo con una speranza e un augurio: “per aspera ad astra” (attraverso le asperità alle stelle).

 

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