OBBLIGO POS/BANCOMAT PER PAGAMENTI dal 2014

servizioPOSEsercenti e professionisti avranno l’obbligo di mettere a disposizione la procedura di pagamento a mezzo moneta bancaria.

La Legge di Stabilità prima ed il decreto ministeriale attuativo del 24/1/2014, appena pubblicato in G.U., sotto il titolo “Definizioni e ambito di applicazione dei pagamenti mediante carte di debito” hanno dato forma e tempi all’introduzione di questa nuova disposizione.

Tutti gli esercenti ed i professionisti che hanno rapporti con privati, cioè con soggetti che non acquistano in ragione della propria eventuale partita iva, hanno l’obbligo di consentire che gli stessi clienti possano pagare con carte di debito (bancomat, carte di credito, carta prepagate, ecc).

Il limite del valore di spesa dal quale parte l’obbligo è 30 euro.

Tradotto nel quotidiano, i commercianti o artigiani o professionisti ecc. che vendono a privati dovranno avere, per obbligo, il dispositivo pos e/o carte di credito al fine di permettere al cliente privato di poter pagare in questo modo.

Tempistica.

Dal 28 marzo 2014 (60 gg dalla pubblicazione del decreto ministeriale 27/1/2014), parte l’obbligo di accettare pagamenti con POS per acquisti da parte di privati, di prodotti e servizi di valore superiore a 30 euro. Tale obbligo varrà temporaneamente, solo per i soggetti con fatturato annuale superiore ai 200 mila euro. Dal 1° luglio l’obbligo sarà esteso anche a imprese e professionisti con fatturato inferiore ai 200 mila euro (tutti).

Alla base dell’introduzione di questa nuova disposizione sta la ragione che un’ampia diffusione degli strumenti di pagamento elettronici, rappresenta una condizione per l’affermarsi del commercio elettronico nel sistema produttivo italiano, ed un fattore di crescita e di internazionalizzazione delle imprese. Inoltre, si dice, l’utilizzo di questi mezzi di pagamento, rappresenta un efficace metodo per il contrasto all’uso del contante e quindi all’evasione.

Sebbene sia ormai diffusissimo il sistema di pagamento a mezzo strumenti elettronici, l’obbligo di estenderlo a tutti senza un minimo di riferimento al potenziale numero di operazioni realizzabili, corre il rischio di rappresentare, per alcuni, solo ed esclusivamente un costo aggiuntivo, e diciamolo pure, di questo nessuno ne ha bisogno. Mi spiego, un professionista che opera normalmente con imprese, anche se potenzialmente potrebbe operare con privati, avrà comunque tale obbligo. Dovrà concordare un servizio con la banca; il pagamento del canone; dover spolverare un apparecchio inutile o tenerlo chiuso in un cassetto. Tutto ciò a quale scopo?

Speriamo sempre che la notte porti consiglio e che in questi giorni che ci separano dal 28 marzo qualcosa succeda in tal senso.

Mirco Arcangeli

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