Randazzo, trovate armi della Mafia

Ieri mattina, a seguito di attività info-investigative condotta dai Carabinieri della Compagnia di Randazzo sono state effettuate alcune perquisizioni nei confronti di appartenenti e famigliari ritenuti vicini ad ambienti della criminalità organizzata. Al termine dello specifico servizio è stato arrestato il 24enne Galati Sansone Giuseppe Dario, residente a Maniace, poiché trovato in possesso di un fucile Kalashnikov e due pistole con matricola abrasa.

Le armi, perfettamente funzionanti e recentemente oleate, e le relative munizioni, erano scrupolosamente imballate in singoli contenitori di plastica abilmente sotterrati in un terreno in uso al predetto, sito in quella contrada Sant’Andrea. L’arrestato è il figlio di Giovanni Galati Sansone, del 59, nonché nipote di Rosario Galati Sansone, cl. 53, entrambi ritenuti esponenti di spicco del clan mafioso Montagno-Bozzone referente nei comuni di Bronte, Maletto e Maniace della famiglia mafiosa catanese dei Mazzei-Carcagnusi, ed arrestati per associazione di tipo mafioso finalizzata alle estorsioni dai militari della Compagnia di Randazzo il 21 luglio 2008 nell’ambito dell’operazione Trash che portò complessivamente all’arresto di 19 persone.

Il Rosario Galati Sansone, già conosciuto dalle forze di polizia dopo essere scampato ad un agguato di chiaro stampo mafioso nel 2002, all’esito giudiziario per l’indagine Trash patteggiò la sola pena di 6 mesi per violenza privata in quanto si dichiarò responsabile delle sole minacce rivolte nei confronti di un imprenditore edile vittima di estorsione. Il Galati Sansone Giovanni fu invece condannato il 16 luglio 2009 a 7 anni e 10 mesi per i reati associazione di tipo mafioso ed estorsione e tentata estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso. Il sequestro di oggi si inquadra in una più ampia attività info-investigativa sviluppata nei confronti dei clan della provincia etnea da tutti i Reparti del Comando Provinciale Carabinieri di Catania che ha già consentito il 25 settembre scorso di sequestrare 5 fucili e 2 pistole e di arrestare 4 persone ritenute affiliate alla famiglia Santapaola-Ercolano, nonché di trarre in arresto lo scorso 16 ottobre il noto boss Giuseppe Alleruzzo, legato da vincoli di parentela con esponenti della famiglia mafiosa Ferrera, alleata del citato clan Santapaola-Ercolano, che fu trovato nella disponibilità 10 pistole 4 fucili.

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