Iniziamo oggi una nuova collaborazione con Arcangelo Gabriele Signorello, per gli amici Angelo. Angelo è nato a Catania il 15 maggio 1971. Affetto sin dalla nascita da una forma di tetraplegia atetosica che determina assenza di linguaggio e gravi difficoltà motorie che interessano tutto il corpo è dotato però di una grande forza interiore che lo aiuta a superare quasi ogni ostacolo. Una di quelle persone capaci di vedere orizzonti dove gli altri vediamo ostacoli. Dotato di grande spirito critico e capacità di analisi è punto di riferimento per quanti hanno la fortuna di conoscerlo, imparando dal suo atteggiamento cosa sia il vero e profondo significato della vita. Lontano da ogni forma di commiserazione è semmai capace di proporre progettualità e scrive di molti temi con la profondità di chi ha imparato a usare gli occhi non solo per guardare innanzi ma per “vedere” realmente ciò che la Vita, quella con la V maiuscola propone a noi tutti.
Angelo per anni ha utilizzato un normale computer con accesso alternativo per scrivere e ascoltare. Per comunicare in modo estemporaneo usa una tabella alfabetica in plexiglass trasparente (ETRAN). Nel corso degli anni è stato assistito in casa da amici che lo hanno aiutato a studiare e ad adattare i nuovi strumenti per la Comunicazione Alternativa (C.A.A.) in videoscrittura a scansione offerti dalla tecnologia più avanzata, allo scopo di ampliare sempre più la sua sfera di autonomia. Oltre a questi supporti, da qualche anno utilizza il puntatore oculare. Offre il suo contributo alla Comunicazione Aumentativa Alternativa (C.A.A.) in qualità di relatore e docente. Collabora con varie testate giornalistiche locali.
Iniziamo proponendovi la sua recente intervista all’artista Orazio Viscuso, figlio d’arte del compianto Matteo. A seguire alcune note biografiche dei due personaggi.
Orazio Viscuso è nato a Catania nel 1959. Figlio d’arte, sin dall’infanzia apprende dal padre pittore, Matteo Viscuso, le tecniche coloristiche degli antichi maestri. Oltre che alla pittura, rivela doti particolari come grafico e decoratore. Le sue opere figurano in collezioni private e pubbliche, italiane e straniere. Partecipa attivamente alla vita artistica sin dal 1979 esponendo con successo in varie città italiane ed estere, riscuotendo largo consenso di pubblico. Nel 2015 si allontana volontariamente dall’attività artistica. Riprende successivamente orientando la sua inclinazione soprattutto nell’ambito della digital art con l’uso della moderna tecnologia informatica.
Hanno scritto di lui, fra gli altri, i critici V. La Piana, S. Perdicaro, V. Barni su “Artisti del XX Secolo, “L’Elite”, “La Zattera”.
Matteo Viscuso, è nato a Catania il 9 ottobre del 1931. Orfano di padre, trascorre gran parte della sua infanzia a Mascalucia (CT) con la madre e i fratelli. In questa cittadina frequenta le scuole comunali e inizia a maturare la sua passione per la pittura, grazie al maestro Pippo Palomeri. Nel 1952 si trasferisce a Venezia per seguire la sua inclinazione. Si iscrive all’Accademia di Belle Arti e, per poter mantenere gli studi, si arruola nella Guardia Di Finanza di Mare. All’età di 23 anni completa gli studi artistici con i maestri pittori Valeria Rambelli e Ottone Marabini. Presso il loro studio, impara a macinare le terre e i pigmenti con tempera all’uovo e con olio di lino. Apprende come si preparano le tele e approfondisce gli studi sul riuso delle tecniche pittoriche antich,e facendo riferimento agli studi di Rudolf Steiner sull’antroposofia.
Nel 1959 sposa la mascaluciese Venera Sambataro. Dopo aver trascorso alcuni anni, prima a Palermo, poi a Roma, nel 1970 si trasferisce definitivamente a Mascalucia, dove apre il suo primo studio “La Fenice”. Nel 1977, per i suoi meriti artistici, l’Accademia Tiberina di Roma lo annovera fra i suoi membri. Lo stesso anno riceve la nomina a socio della “Legion D’oro” (Comitato It. delle O.N.G. presso le Nazioni Unite e gli Istituti Specializzati dell’ONU) e diventa membro della “Organisation Int. De la Protection Civile” di Ginevra. Nel 1990, il Presidente della Repubblica gli conferisce il titolo di “Cavaliere dell’Ordine della Repubblica Italiana” per meriti artistici.
La sua carriera artistica tocca un arco di circa cinquant’anni attraverso i quali partecipa a numerose mostre e rassegne a Livorno, Milano, Siena, Venezia, Palermo, Catania, Roma, Amsterdam. Vasta la sua affermazione in premi e concorsi, lusinghieri i giudizi dei critici nei suoi confronti. Il suo nome è inserito in varie riviste e cataloghi d’arte. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero. Hanno scritto di lui, Grasso, La Piana, Consoli, Laudani, Barresi, Campanella, Reina e altri.
Muore il 17 febbraio del 2000, dopo una lunga malattia, che non gli impedisce però di continuare a disegnare e dipingere con tenacia e passione fino agli ultimi giorni della sua vita.
NdR: realizzazione e montaggio video a cura di Olga Signorello, che qui ringraziamo.
