Aeroporto “Bellini”, ex Fontanarossa. Vola verso la Borsa!

Catania-aeroporto-fontanarossaLo 0.0001 per cento o più, di una grande azienda, è meglio o peggio del 100 per cento di nulla?

Di Michele Cannavò

È stato annunciato stamattina dal Presidente della S.a.c. Spa Bonura e dall’Ad Mancini, in occasione della conferenza stampa presso lo scalo etneo di “Fontanarossa” per rendere noti i risultati operativi del Bilancio 2013,  l’unanime via libera dell’assemblea dei soci (la camera di commercio di Catania, quella di Ragusa, di Siracusa , la Provincia Reg.le di Catania, provincia Reg.le di Siracusa e l’IRSAP Catania) ad avviare l’Iter che porterà la società dello scalo etneo alla quotazione in Borsa. Un’operazione che potrebbe concludersi in un lasso di tempo ragionevole, proiettando la società etnea verso una capitalizzazione maggiormente rispondente alle esigenze-opportunità del futuro.

Durante i lavori Bonura ha affermato “i vantaggi del quotarsi in Borsa consistono anche nel dare più solidità e stabilità alla struttura finanziaria ed una conseguente facilitazione nel reperire nuovi capitali per sovvenzionare i progetti di crescita..” e concludendo ha aggiunto ”tutti i passaggi che ci porteranno in Borsa saranno compiuti in piena trasparenza e legalità, dalla scelta dell’Advisor a quella di tutti gli attori legati al processo di quotazione”.

L’Ad Mancini, dopo aver illustrato i risultati operativi del bilancio 2013 (utile d’esercizio prima delle imposte 6,1 milioni di euro, margine operativo lordo e risultato operativo pari rispettivamente a 19.7 milioni e 11.5 milioni) e quindi lo scenario competitivo all’interno del quale opera la società etnea, in merito alla quotazione in borsa ha dichiarato “è assai opportuna la scelta dei soci di avviare il processo di quotazione in borsa. Una scelta che stimola il management alla sfida e che comporterà l’adozione di regole gestionali ancor più orientate verso il mercato e la trasparenza”.

Quello di oggi è un annuncio molto importante se consideriamo che, nonostante le imprese “siciliane” abbiano importanti partecipazioni azionarie nei mercati finanziari, fino a questo momento, vi è un’unica società siciliana quotata in Borsa. Ciò è riprova di una tipica caratteristica dell’imprenditoria italiana, ovvero quella di essere maggiormente agganciata ad una gestione familiare e per certi versi ancorata ad un approccio commerciale, almeno sui grandi numeri e nei settori maggiormente strutturati.

Quella dei soci è una decisione importante che, probabilmente, segna un cambio di passo all’interno di quella che è la progettualità ed il ruolo del pubblico e dei privati all’interno del sistema  economico-produttivo e quindi sociale dell’Isola.

L’Iter che porterà Sac alla quotazione, e la quotazione stessa, deve essere inteso come un’opportunità, in particolar modo per quanti credono nelle enormi potenzialità inespresse dell’Isola (come recentemente certificato dalla relazione BankItalia).

Ad esempio, vista l’importanza strategica, anche in chiave commerciale-turistica-artistica tutto ciò potrebbe rappresentare un trait-d’union d’intenti per un rilancio dell’economia siciliana in particolare ed italiana in generale.

Dal nostro punto di vista riteniamo il privato, come ad esempio l’impresa, uno Stakeholder  portatore implicito di una responsabilità sociale mentre l’istituto pubblico, come ad esempio il Comune (ma anche la Regione o lo Stato ecc), come il garante di regole che tutelino il “mercato”, i soggetti che vi operano all’interno e gli utenti finali. Altra cosa sono gli uomini e ciò che fanno.

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