La “Festa” dell’Italia “conquistata” o “svenduta”?

di Salvo Barbagallo

 

Inevitabile: anche la “Festa” della Repubblica provoca polemiche nell’asfittico mondo politico e, soprattutto, nella collettività nazionale costretta a registrare continue liti da antiche (e ormai inesistenti) taverne portuali fra coloro che dovrebbero rappresentarla.

Festa della Repubblica “Italiana”?  “No”, sostiene il presidente della Camera Roberto Fico: questa è la “Festa” di tutti, compresi migranti, rom e di quant’altri si trovino (di passaggio, oppure in forma “stabile”, abusiva o meno) su questo territorio. Dall’altra parte il vice premier Matteo Salvini afferma con forza che questa è la “Festa degli Italiani”, mentre l’altro vice premier Luigi Di Maio si affanna subito a spargere acqua sul fuoco dello “scontro” verbale dichiarando Le parole di Fico? Io e Roberto su queste questioni siamo molto diversi. E, infine, il Presidente di questa Repubblica, Sergio Mattarella, afferma con grande equilibrio chi cerca nemici non è compatibile con la democrazia.

La parata dei Fori Imperiali? All’insegna dell’inclusione, che poi non comprendiamo (o evitiamo di comprendere) cosa voglia realmente significare: che gran dolore vedere sfilare i mutilati sulle loro sedie a rotelle, esibiti come trofei in nome di una “pace” inesistente, ma che dovrebbero far riflettere sulle numerose avventure militari all’estero delle nostre Forze Armate che hanno provocato e continuano a provocare vittime,

Chissà quale è la faccia “giusta” dell’Italia di oggi, ci chiedevamo già quattro anni addietro commentando sul nostro giornale la “Festa della Repubblica”. Già nel 2015 la manifestazione metteva in chiaro un processo che è continuato anche con il successivo Governo. Scrivevamo quella volta: bisognava esaltare il concetto della “pace” e il concetto di “squadra”. Cioè, come dire, tutti uniti sotto l’insegna della fratellanza (?), tutti sotto l’ombrello con i colori nazionali per superare ogni tipo di ostacolo (?). Scrivevamo ancora: Quante facce ha oggi l’Italia? Quelle degli “impresentabili” o quelle della denuncia alla Bindi? O quella, ancora, delle lotte intestine all’interno del partito del premier, o quella (ancora) della disoccupazione (giovanile e meno giovanile) che sta facendo inabissare il Paese, o quella (ancora) dell’astensionismo, o quella, ancora… del 1° giugno con il “ripristinato” ricevimento al Quirinale invaso da ministri, grand commis, attori, industriali, cantanti, eccetera eccetera?

Ma (già…) aggiungevamo quattro anni addietro: Di certo non si potevano fare sfilare per la via dei Fori Imperiali i marines di stanza nelle decine e decine di basi militari sparse sul territorio nazionale, o fare sfilare i sofisticati mezzi che producono le diverse industrie belliche italiane, tenuto conto che questi mezzi vengono venduti ed esportati nei Paesi (vicini e lontani) in guerra. Meglio dare spazio agli atleti e ai bambini che hanno disegnato il tricolore sugli ombrelli ricevendone in cambio un bel “grazie” dal Presidente Mattarella.

Una “Festa” in nome della “Pace”? Più realisticamente una “Festa” all’insegna dell’ipocrisia, tenendo conto che lo stesso (attuale) ministro della Difesa Elisabetta Trenta “ignora” la vera attività delle Forze Armate straniere (quelle statunitensi) che risiedono in forma stabile sul territorio nazionale, e che ignora il progressivo e mai interrotto“rafforzamento” delle strutture belliche USA in Sicilia, che di certo non sono predisposte alla Pace, e di certo non sono insediate per “difendere” L’Italia e la sua gente.

L’Italia svenduta e conquistata – questa è constatazione di fatto – non necessita di mostrare “autonomia”: la cosiddetta tradizionale “parata” dei Fori Imperiali da anni è lo specchio di un Paese che sembra aver rinunciato alla sua dignità… E per ciò chi la rappresenta merita un bel “grazie”!

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