Modi di dire, modi di fare, modi di essere

Di Guido Di Stefano    L’albero si conosce dai frutti: sentenziavano i nostri padri, specialmente quando erano restii o ansiosi di esternare i loro “meditati” giudizi sui loro simili. Magari contestualmente allargavano le loro analisi anche alle piante non arboree, anteponendo le “nostre” specie alle altre o addirittura circoscrivendo l’elencazione solo alle “nostre”: grano (o meglio “frumento”), avena ed orzo venivano “dati” dalle omonime graminacee; olive (ed olio), uva (e vino), sorbe, mandorle, carrube, noci, nocciole, fichi  venivano rispettivamente da ulivo, vite, sorbo, mandorlo, carrubo, noce, nocciolo, fico; la gramigna…

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