Con l’abito “Adduma” Samira Paglini ha vinto la ventiquattresima edizione della mostra di abiti e costumi
Nella serata inaugurale della mostra sono state assegnate le cinque borse di studio messe in palio per questa edizione. A trionfare è stata la studentessa Samira Paglini con l’abito dal titolo “Adduma”, realizzato con 5.413 fiammiferi a simboleggiare l’ultimo martirio dei carboni ardenti vissuto da Sant’Agata. L’esposizione, a cura della professoressa Liliana Nigro, segna la XXIV edizione della mostra di abiti e costumi organizzata dall’Accademia di Belle Arti di Catania e celebra i 900 anni dal ritorno delle reliquie di Sant’Agata attraverso oltre cento creazioni realizzate dalle allieve e dagli allievi. Un percorso che unisce tradizione, ricerca artistica e identità collettiva, in mostra fino al 6 febbraio al Centro Fieristico Le Ciminiere.
In una affollatissima serata inaugurale della mostra presso il Centro Fieristico Le Ciminiere, sono stati annunciati i giovani talenti che si aggiudicano le cinque borse di studio nell’ambito della ventiquattresima edizione della rassegna di abiti e costumi “Agata 900 / Il viaggio”, curata da Maria Liliana Nigro docente di Storia del Costume per lo Spettacolo e organizzata dall’Accademia di belle arti di Catania. La mostra rimarrà esposta fino al 6 febbraio.
A trionfare è Samira Paglini con l’abito dal titolo “ADDUMA”, vincitore assoluto dell’edizione 2026. L’opera rappresenta l’ultimo martirio di Sant’Agata evocando i carboni ardenti attraverso un linguaggio materico e simbolico: l’abito è infatti composto da 5.413 fiammiferi appena bruciati, che creano un suggestivo effetto a balze. Le perline rosse che lo impreziosiscono richiamano l’attimo in cui il fuoco comincia ad accendersi e a propagarsi, in una potente metafora visiva del martirio. Un lavoro di alta artigianalità che ha richiesto alla studentessa quasi un mese e mezzo di lavoro.
Secondo posto per Laura Calì, autrice dell’abito “Il miracolo di Agata”, mentre il terzo posto è stato assegnato ad Antonella Testai, creatrice dell’abito “Ignis Martyrii”.
Assegnati anche due Premi della Critica, attribuiti a Maria La Delfa per l’abito “Protezione” e a Carla Fichera per l’abito “Agata Regina” dedicate, per la prima volta, rispettivamente alla memoria di Giorgio Armani e di Grazia Scaletta, allieva e vincitrice del concorso ventiquattro anni fa, prematuramente scomparsa.
Le vincitrici si aggiudicano le borse di studio Co.Ve.I. Volvo.
«Ogni creazione avrebbe meritato di vincere, perché è il risultato di un impegno straordinario e di una dedizione rara – ha affermato Lialiana Nigro -. Tuttavia, le competizioni – per loro natura – richiedono delle scelte e devono necessariamente decretare dei vincitori. Ciò non toglie che l’esposizione rappresenti un traguardo significativo per ciascuna allieva e ciascun allievo: un momento fondamentale, perché per molti è la prima occasione di confrontarsi con il pubblico e con una vera vetrina professionale. Un lavoro che, inoltre, rimarrà documentato nel catalogo realizzato dall’Accademia, a testimonianza del percorso creativo e della crescita di ognuno.»
La mostra si presenta come un’iniziativa ampiamente sostenuta dal territorio, grazie al patrocinio del Comune di Catania, della Città Metropolitana, del Comitato per la Festa di Sant’Agata, del Giubileo Agatino IX Centenario 1126–2026, di Co.Ve.I. – Concessionario Volvo Catania – e con il contributo del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Un insieme di realtà che conferisce al progetto un carattere autenticamente condiviso e partecipato.
L’edizione 2026 porta il titolo “Agata 900”, richiamo diretto ai novecento anni dal rientro delle reliquie della Santa da Costantinopoli alla città, approdate nel porto di Aci Castello. Una ricorrenza che si inserisce nell’anno giubilare e che unisce fede, memoria e tradizione in un percorso celebrativo ormai divenuto appuntamento costante delle feste agatine. La rassegna, frutto di ventiquattro anni di lavoro, ricerca e devozione, è stata presentata nei giorni scorsi a Palazzo Minoriti, sede della Città Metropolitana di Catania.
All’inaugurazione ha preso parte anche Diego Dalla Palma, volto ufficiale e testimonial dell’evento.
La mostra resterà visitabile sino al 6 febbraio, con ingresso gratuito, al Centro Fieristico Le Ciminiere (viale Africa n.12) nei seguenti orari: 9.30–12.30 e 16.00–19.30.
A firmare gli oltre cento abiti esposti sono le allieve e gli allievi dell’Accademia, che hanno dato vita a creazioni sartoriali in cui convivono ricerca artistica, devozione e sperimentazione contemporanea. Sete, damaschi, velluti e pizzi danno forma ai loro progetti, mentre materiali di riuso – plastica, lamine metalliche e scarti di natura diversa – dialogano con i tessuti preziosi con pari intensità espressiva. Ogni lavoro testimonia un lungo percorso di preparazione, studio e dedizione, in cui la tradizione incontra la modernità.
La serata inaugurale ha ospitato anche una sfilata con oltre 150 abiti selezionati tra i più rappresentativi delle edizioni passate, proposta sulle sonorità jazz di Morgana Santini, allieva di Serena Brancale, e accompagnata dal gruppo di musica popolare Palmarum Insula, composto da trenta cantori. Un momento particolarmente suggestivo arricchito anche dal coro di Villa Letizia “Pazzi per il canto”, diretto da Carmen Bisicchia e Marisol Fichera. Il make-up e l’hair styling delle modelle sono stati curati da Arkè Scuola di Formazione, con Barbara Nicotra e Salvo Leonardi.
Il percorso culturale proseguirà poi fino al 14 febbraio, data in cui si terrà un evento speciale al Teatro Comunale di Sant’Agata Li Battiati, municipio che ha aderito al progetto contribuendo a creare un significativo momento di gemellaggio e promozione territoriale.
Tra gli elementi distintivi di questa edizione vi è la collaborazione con il Sovrano Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, che affianca l’Accademia nella valorizzazione di un appuntamento ormai consolidato e di riconosciuta rilevanza culturale. Il Principe Don Thorbjorn Francesco Giuseppe Nicola Roberto Paternò Castello, Duchi di Carcaci e Principi d’Emanuel, Maestro della Corporazione, presiede la Giuria di Qualità incaricata di assegnare le cinque borse di studio ai migliori tra i cento artisti in concorso.
La Giuria riunisce figure di spicco del mondo culturale e professionale: il Procuratore della Repubblica Marisa Scavo, il regista Alfredo Lo Piero, Elena Petrolito, Vicedirettore del Centro Oncologico Humanitas, la modella Aurora Solarino, protagonista delle passerelle internazionali di Dolce & Gabbana, e il testimonial Diego Dalla Palma.
In linea con la tradizione del progetto, l’Accademia ha inoltre curato la realizzazione del catalogo ufficiale della mostra: le fotografie sono opera degli allievi del corso di Fotografia guidati dal prof. Egidio Liggera, il testo critico è firmato dalla scrittrice Elvira Seminara, mentre la grafica è stata realizzata da Martina Giustolisi.
Gianluca Emmi, Capo di Gabinetto della Città Metropolitana di Catania Delegato del Sindaco:
«È per noi un grande onore ospitare la presentazione di questa manifestazione, che per la prima volta si svolgerà al Centro Fieristico Le Ciminiere. La Città Metropolitana è al fianco dell’iniziativa e ne sostiene con profondo coinvolgimento il successo, confermando il proprio contributo a una mostra di abiti e costumi che la professoressa Liliana Nigro e l’Accademia di belle arti di Catania, da ventiquattro anni, realizzano con straordinaria continuità e qualità. Un appuntamento che è ormai entrato a pieno titolo tra i momenti più alti e rappresentativi delle celebrazioni di Sant’Agata».
Sebastiano Anastasi, Presidente Consiglio comunale di Catania: «È per me un grande onore sottolineare il rapporto viscerale che lega la Patrona alla sua città, un legame profondo che rappresenta un vero baluardo per la comunità, non solo catanese ma per tutta la Sicilia. Non si tratta soltanto di un momento artistico, culturale e di fede, ma anche di autentica condivisione e di identità comune».
Lina Scalisi, Presidente Accademia di belle arti di Catania: «Il tema di quest’anno è particolarmente affascinante perché il ritorno delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli si trasforma in un viaggio simbolico: un percorso in cui anche gli allievi, guidati dalla passione e dalla ricerca, inseguono il desiderio di lasciare il proprio segno. Ogni creazione unisce la tradizione sartoriale a una visione contemporanea, testimoniando un’eredità che si rinnova con orgoglio, dedizione e grazie al lavoro di un team di collaboratori straordinari dell’Accademia. Ringraziamo la professoressa Nigro per la straordinaria capacità con cui riesce a trasmettere ai ragazzi dell’Accademia questo sentimento di appartenenza, devozione e responsabilità culturale».
Gianni Latino, Direttore Accademia di belle arti di Catania: «Il percorso ideato e curato dalla professoressa Liliana Nigro, con il coinvolgimento di 117 studentesse e studenti, testimonia la qualità della nostra didattica e la forza di un metodo che coniuga rigore progettuale, sensibilità estetica e attenzione sociale. Gli abiti esposti non sono semplici creazioni, ma dispositivi narrativi che traducono in forma visiva emozioni, dolore, speranza e fede, offrendo nuove chiavi di lettura della tradizione agatina. Un patrimonio condiviso che appartiene alla città, alla sua comunità e alle nuove generazioni che, attraverso questa iniziativa, imparano a progettare con responsabilità, consapevolezza e passione».
Ambra Stazzone, pro-direttrice Accademia di belle arti di Catania: «L’evento che ogni anno la professoressa Nigro realizza in occasione delle festività agatine rappresenta per la nostra istituzione il progetto di terza missione più longevo e quello che ha ottenuto il maggiore riscontro da parte del territorio. Un appuntamento unico nel suo genere, capace di restituire pienamente la doppia valenza della festa, civica e religiosa, rendendola un momento prezioso per tutta la comunità, come dimostrano il grande numero di studenti coinvolti e la partecipazione di un pubblico sempre numeroso e partecipe».
Maria Liliana Nigro, Direttore Artistico della mostra: «È una grande emozione poter celebrare un momento così forte e partecipato. In qualità di Direttore Artistico, rivolgo un sentito ringraziamento a tutti coloro che, da più di ventiquattro anni, contribuiscono con impegno e passione alla realizzazione di questo appuntamento, ormai riconosciuto come parte integrante del patrimonio culturale della nostra città. Un viaggio entusiasmante che ogni anno vede a bordo tanti “passeggeri”: colleghi, amici, istituzioni e sostenitori, ma in primis loro, i miei adorati figli/allievi, che, tenendosi stretti, si affidano a questo cammino di fede, colmo di storia e ricco di misticismo».
Carmelo Grasso, Presidente del Comitato per la festa di Sant’Agata: «È in corso l’iter per la candidatura della Festa di Sant’Agata a Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO e questo rende l’edizione di quest’anno ancora più significativa per la presenza dei funzionari e rappresentanti istituzionali che verranno per seguire da vicino questo importante percorso. Accanto ai tradizionali turisti e pellegrini, la presenza di queste figure conferma il valore culturale, identitario e universale della nostra festa».
Thorbjorn Francesco Giuseppe Nicola Roberto Paternò Castello dei Duchi di Carcaci dei Principi d’Emanuel: «È un grande piacere poter annunciare la collaborazione nata tra l’Accademia di Belle Arti di Catania e l’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, che, nella mia qualità di Principe e Gran Maestro, rappresento nei valori di cavalleria, cultura e spiritualità: un trinomio che si è naturalmente armonizzato in questo progetto. Questa sinergia è stata resa possibile grazie all’incontro e alla collaborazione tra la professoressa Maria Liliana Nigro, docente di Storia del Costume per lo Spettacolo, e la dottoressa Natalina Maria Antonietta Romania di Piscopo, Gran Priore di Sicilia dell’Ordine, alle quali rivolgo un sentito ringraziamento per aver saputo cogliere pienamente la nostra missione comune. Una missione che, in questo contesto, si traduce nell’attenzione verso i giovani, nel favorirne la crescita umana e culturale, nello sviluppo del senso della bellezza, della cultura e nel recupero dei valori e delle antiche tradizioni cavalleresche che da sempre caratterizzano il nostro Ordine».
Marisa Scavo, già Procuratore aggiunto vicario di Catania: «Questa manifestazione riesce a coniugare in modo straordinario arte e fede, trasmettendo un messaggio profondo e attuale: la Santa Patrona è sempre viva nel cuore della città. Iniziative come questa sono davvero vicine alla collettività, perché l’Accademia accoglie ragazzi che spesso provengono anche da realtà più difficili ma che hanno talento e passione. Offrire loro questa opportunità significa aiutarli a credere nei propri sogni e a trasformarli in un percorso concreto di crescita e realizzazione».
In questo contesto di dialogo tra arte, devozione e memoria collettiva si inserisce anche il contributo dell’ASP, Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, che, a completamento di un laborioso e certosino lavoro di studio e analisi della raccolta di ex voto pittorici della Cappella dell’Ospedale Santa Marta e Villermosa, si pregia di restituire alla collettività “Visioni di Sanità tra scienza e devozione”, un volume finalizzato a valorizzarne e promuoverne la conoscenza, la fruizione e la tutela.
Giuseppe Laganga Senzio, Direttore Generale dell’ASP di Catania: «Condividendo lo spirito dell’iniziativa, anche l’ASP di Catania, fortemente ancorata al territorio, ha inteso, sotto la mia guida, recuperare la materia dei numerosi ex voto, egregiamente conservati, sintesi di una memoria collettiva e dell’identità di un popolo profondamente credente. Una testimonianza documentata del bene fisico che diviene esso stesso narrazione di eventi, espressione della variopinta identità di un popolo e della sua cultura, spaziando dal linguaggio alla storia, dalle credenze alle espressioni artistiche. Tutela della salute, miglioramento della qualità della vita e dell’efficienza dei servizi sono gli obiettivi istituzionali dell’Azienda, che trovano una loro diretta estensione anche nella tutela e valorizzazione del patrimonio aziendale complessivamente inteso, comprendendo beni strumentali e disponibili e guardando con rispetto ai beni mobili che rivestono significato tangibile e concettuale per l’organizzazione».
La mostra di abiti e costumi rappresenta anche l’espressione concreta del percorso formativo dell’Accademia di Belle Arti di Catania, in particolare dei corsi di Fashion Design (Triennio e Biennio), che formano professionisti capaci di muoversi con competenza tra moda, costume per lo spettacolo e progettazione contemporanea. Un dialogo costante tra ricerca artistica, sperimentazione e mondo del lavoro, che prepara gli studenti a operare nei settori della filiera tessile, dello spettacolo e dell’industria creativa, in ambito pubblico e privato.
