un ciclo di concerti e laboratori che unisce musica dal vivo, formazione e creatività
Dal 10 al 31 gennaio 2026 il Cinematocasa di Palermo, che si conferma così come spazio culturale dedicato all’ascolto profondo, allo scambio e alla crescita artistica, ospita EDU Up Close – 7 Nights of Music, Learning and Creativity, rassegna che nasce con l’obiettivo di creare un ponte concreto tra didattica e palcoscenico, offrendo agli allievi l’opportunità di condividere l’esperienza del concerto insieme ai propri insegnanti, in un contesto intimo e partecipato. Un invito a vivere la musica come esperienza condivisa, in cui formazione e performance si incontrano, dando voce a una comunità musicale viva e in dialogo con il pubblico.
Si tratta di un ciclo di concerti e laboratori che unisce musica dal vivo, formazione e creatività, mettendo al centro la relazione diretta tra allievi e docenti, in cui saranno coinvolti gli allievi dei maestri Oscar Zenari, Giuseppe Urso, Gaetano Riccobono, Francesco Guaiana, Mimmo Cafiero e Riccardo Lo Bue, protagonisti di un percorso che valorizza il jazz non solo come linguaggio musicale, ma come pratica educativa e collettiva.
Il ciclo si apre il 10 gennaio 2026 con il concerto dell’Open Jazz School Masters Ensemble, una serata speciale affidata ai docenti dell’Open Jazz School. Sul palco si esibirà un quintetto formato dai maestri Giancarlo Canali, Paolo Dolce, Oscar Zenari, Riccardo Lo Bue e Gaetano Presti. Il concerto rappresenta un momento di grande valore musicale e culturale, in cui l’attività didattica incontra il palcoscenico. I maestri della Open Jazz School si esibiscono insieme in un progetto che mette al centro il linguaggio del jazz, l’improvvisazione e il dialogo creativo tra musicisti.
Il repertorio spazia dai grandi standard della tradizione jazzistica a arrangiamenti originali. Ogni esecuzione diventa un racconto musicale, frutto dell’interplay e della sensibilità artistica di chi il jazz lo vive quotidianamente come musicista e come educatore.
La Open Jazz School, fondata e diretta da Mimmo Cafiero, è attiva da oltre trent’anni nella formazione musicale e nella diffusione della cultura jazz, distinguendosi per la qualità della proposta didattica e per il forte legame con l’attività concertistica dell’Open Jazz Club.
Il 16 gennaio sarà la volta di We Sing Standards, aboratorio diretto da Gaetano Riccobono che prevede un concerto conclusivo dedicato allo studio e all’interpretazione dei grandi standard della tradizione jazz. Sul palco, i cantanti allievi di Gaetano Riccobono danno voce a un repertorio che attraversa la storia del jazz vocale, dai classici intramontabili del Great American Songbook alle riletture più personali e contemporanee. Ogni brano diventa un’occasione per mettere in pratica il lavoro svolto durante il laboratorio: studio della forma, del testo, del fraseggio, dello swing e dell’improvvisazione.
Open Jazz Lab, che si terrà il 17 gennaio, è il concerto che presenta il lavoro svolto all’interno del laboratorio jazz diretto da Riccardo Lo Bue, dedicato allo studio dell’ensemble, dell’improvvisazione e del linguaggio jazz contemporaneo. Sul palco, gli allievi del laboratorio si confrontano con un repertorio che nasce dall’esperienza collettiva: standard del jazz, brani originali e arrangiamenti costruiti durante il percorso didattico, mettendo in luce l’interplay, l’ascolto reciproco e la libertà espressiva.
Il 23 gennaio toccherà a Bop Lab, il concerto–laboratorio dedicato al linguaggio del bebop, uno dei momenti fondamentali nella storia del jazz moderno. Il progetto è diretto da Oscar Zenari e coinvolge gli allievi del laboratorio in un percorso di studio e sperimentazione centrato su ritmo, armonia e improvvisazione. Il repertorio esplora i classici del bebop e dell’hard bop, mettendo in evidenza la complessità melodica, la velocità del fraseggio e l’interazione tra i musicisti.
Francesco Guaiana dirigerà Zefiro Ensemble (24 gennaio), progetto dedicato allo studio e alla pratica dell’ensemble strumentale jazz. Gli allievi si confrontano con composizioni originali e arrangiamenti studiati per valorizzare le qualità individuali e la coesione del gruppo. Il repertorio affronta brani della tradizione jazzistica e composizioni contemporanee, con ampio spazio all’improvvisazione, al dialogo musicale e all’interplay tra gli strumenti.
Il Creative Lab, il 30 gennaio, è un concerto-laboratorio guidato da Giuseppe Urso, pensato come un vero e proprio viaggio attraverso il jazz contemporaneo e le musiche di confine. Gli allievi si confrontano con composizioni originali, sperimentando forme, armonie e sonorità innovative, in un percorso che unisce creatività, improvvisazione e ricerca musicale. Il repertorio esplora le molteplici sfumature del jazz moderno, dal linguaggio più tradizionale alle contaminazioni con altre sonorità e stili.
La rassegna si concluderà il 31 gennaio con Instrumental Jazz Thinking, laboratorio-concerto guidato da Mimmo Cafiero, dedicato all’esplorazione del linguaggio del jazz strumentale attraverso improvvisazione, creatività e interplay tra musicisti. Gli allievi lavorano su brani della tradizione jazzistica, sviluppando pensiero musicale collettivo, ascolto reciproco e sensibilità ritmica. Il laboratorio pone al centro il dialogo tra i musicisti e la costruzione di un suono d’insieme creativo e coerente.
