“Pentalogia dell’amore” è stato presentato il saggio di Rosario Castelli all’I.i.s “Leonardo” di Giarre.

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“Pentalogia dell’amore”: il saggio di Rosario Castelli sulle fragili architetture amorose e i loro percorsi librari, musicali e cinematografici, è stato presentato, dallo stesso autore, nell’aula magna dell’I.i.s “Leonardo” di Giarre.

Il prof Castelli, ex studente del liceo “Loenardo” ed oggi professore associato di “Letteratura italiana” al dipartimento di Scienze umanistiche dell’università di Catania, con il suo ultimo saggio “Pentalogia dell’amore”, edito da Pungitopo edizioni, coniuga, in quello che lui stesso definisce “il meno accademico dei suoi saggi”, l’amore per la letteratura all’esperienza quotidiana, nella costante ricerca di sé stessi e dell’altro, attraverso silenzi ed emozioni.

L’ autore in questo saggio esplora l’amore e la letteratura attraverso il rapporto tra parole e silenzio, letteratura e cinema, musica e suggestioni. Il libro, definito “lemmario eccentrico”, combina elementi di lezione, trattato e memoir, utilizzando l’ironia per insegnare l’importanza delle parole e delle emozioni. Castelli analizza, all’inizio, il silenzio in diverse sfumature, dalle relazioni amicali all’arte, e affronta storture linguistiche come l’eufemismo e il turpiloquio, concludendo con un richiamo all’importanza delle parole e dell’amore nella vita. Una riflessione sull’amore, dunque, che attraversa il silenzio, il linguaggio, la rinuncia e le sfumature della comunicazione umana.

L’opera è descritta come un insieme di spunti, saggi e riflessioni che si spostano continuamente “fuori centro” per esplorare il sentimento amoroso nelle diverse direzioni.

Il libro non offre definizioni certe sull’amore, ma invita a esplorarne aspetti profondi (come il silenzio come forma di comunicazione, l’uso delle parole e della punteggiatura, le contaminazioni culturali) attraverso esempi letterari, cinematografici e musicali.

La riflessione tocca anche elementi personali e culturali (inclusi riferimenti alla lingua siciliana e alla maturità emotiva).

A presentare l’autore e a coordinare i lavori la referente del progetto “Leggere liberi”, la docente Gabriella Gullotta, coadiuvata dalle docenti di lettere del dipartimento del liceo giarrese. Hanno vivacizzato l’incontro con l’autore, gli studenti, che hanno presentato dei lavori sul libro e formulato allo stesso Castelli, mirate domande.

 

“È un libro- ha detto la professoressa Gullotta-interessante da più punti di vista. Innanzitutto perché tratta l’importanza della parola, la parola come atto d’ amore e mette in guardia dalla parola che non comunica, dalla parola stereotipata, dagli eufemismi e poi affronta il rapporto che c’è tra parole e amore. Per noi è stata una splendida occasione -ha aggiunto la docente- per trattare l’educazione all’ affettività, che può passare anche attraverso libri di questo tipo. Riteniamo -ha concluso- che il saggio sia estremamente attuale e i laboratori di lettura in classe hanno funzionato bene centrando cosi l’obiettivo”.

Molto soddisfatta dell’incontro con l’autore la dirigente scolastica, Tiziana D’ Anna, felice di avere accolto un ex studente del liceo giarrese, oggi stimato docente universitario e autore di questo saggio molto attuale per le tematiche trattate, che hanno fornito agli studenti spunti di riflessione e argomenti su cui dibattere.

 

“Non so neanch’ io -ha chiosato l’autore Castelli- come definire questo saggio- perché sfugge un pò, come dire, alle convenzioni dei saggi accademici. È  stato più che altro  -ha spiegato l’ accademico- un mio divertimento,  ho raccolto dentro questo libro, quelle che sono state le mie passioni in questi anni, con un tono divagatorio, ironico e sostanzialmente  con un’  idea, quella di utilizzare la lettura o i linguaggi dell’arte, come uno strumento per parlare di affettività, per parlare di sentimenti, con questa fiducia che io nutro per la letteratura, che è un enorme serbatoio  di comportamenti,  che nei secoli,  gli uomini  hanno sperimentato, affinato. Per far vedere dunque -ha concluso l’autore- come la letteratura, anche quella antica, parli di noi, di quello che siamo oggi”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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