Efebo d’Oro Film Festival – Assegnati l’Efebo Prospettive, il Premio Michele Mancini e il Premio Cinema Donna

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Va a La lucha di José Ángel Alayón Dévora (Spagna, Colombia, 2025) il Premio Efebo Prospettive per film opera prima o seconda – del valore di 1.000 euro – dalla giuria composta da Benni Atria (montatore) Alessandro De Filippo (professore di Storia del cinema e del video e Storia della fotografia e del reportage presso l’Accademia di Belle Arti di Catania), Andrea Segre (regista e sceneggiatore). Allo stesso film va anche il Premio Michele Mancini, assegnato da una rappresentaza degli studenti dall’Accademia di Belle Arti di Palermo e del Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Sicilia.
Al contempo la giuria congiunta di A.N.D.E Palermo (aderente all’A.N.D.E – Associazione Nazionale Donne Elettrìci) e Soroptimist International attribuisce il Premio Cinema Donna a Love Me Tender di Anna Cazenave Cambet (Francia, 2025) e assegna una menzione speciale a Memory di Vladlena Sandu (Francia, Paesi Bassi, 2025).

MOTIVAZIONI
Premio Efebo Prospettive per film opera prima o seconda
«In un rapporto profondo con un luogo e una cultura inedita nel cinema spagnolo e internazionale, il regista fa un lavoro intenso e di grande cura sia sulla relazione estetica con le terre e i corpi sia sulla recitazione di non professionisti scelti con coraggio e coerenza nella comunità raccontata. Un omaggio contemporaneamente delicato e robusto alla relazione padre e figlia, che sa essere tanto intimo quanto coraggiosamente politico nella denuncia non urlata della violenza coloniale che ha trasformato le Canarie, come tanti altri luoghi del mondo, in una terra di consumo turistico».
Premio Michele Mancini
«Attraverso una narrazione lineare emerge una restituzione sincera e autentica di cosa vuol dire vivere una perdita. La lucha, cioè la lotta, non è solo durante l’incontro, ma viene vissuta dai protagonisti ogni giorno, tanto da diventare protagonista stessa della storia: è collante, è resistenza culturale e politica, al centro dell’arena e fra le mura di casa. Simbolo di come una tradizione possa essere scudo di una comunità che resiste alla violenza del trauma coloniale. L’autenticità della narrazione si eleva nelle scelte registiche, attraverso inquadrature ravvicinate che trasformano la lotta in uno scambio di intimità e tenerezza».
Premio Cinema Donna
«Per il racconto autentico e coraggioso di una donna che, in un momento di grande fragilità, trova la forza per affermare la propria identità e la propria libertà. Per l’interpretazione intensa di Vicky Krieps, che rende Clémence una protagonista viva, credibile e profondamente umana. Un film che, con delicatezza e verità, ribalta la situazione più classica dell’affidamento dei figli delle coppie separate e illumina il percorso di una donna verso sé stessa, nelle sue scelte e attraverso la scrittura che la conserva madre al di là dei ricatti sentimentali e degli ostacoli burocratici».
Menzione speciale
«Per il coraggio con cui con grande originalità di narrazione ci porta a riscoprire una guerra dimenticata, quella della Cecenia. Un monito fortissimo, in questo momento storico, per i governanti: ricordare loro, ancora una volta, quali sono le vere conseguenze delle guerre e quale enormità ha il peso umano delle infanzie sottratte».

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