Uno dei temi che sta animando il dibattito pubblico a Trapani è la decisione del Comune di realizzare un monumento davanti alla Questura, accanto al già noto Monumento ai Caduti, utilizzando la carcassa dell’auto del giudice Carlo Palermo, coinvolto nell’attentato in cui persero la vita Barbara Rizzo Asta e i suoi due figli gemelli. «Insieme a Bartolo Giglio, presidente dell’Associazione Alphaomega – dichiara Livio Marrocco, presidente della Fondazione Nova Civitas – negli ultimi quindici anni abbiamo più volte denunciato l’abbandono della carcassa “simbolo” presso i locali dell’Autoparco comunale, proponendone il recupero e una collocazione adeguata. Non comprendiamo la logica che ha portato l’amministrazione a scegliere un luogo già identificato dalla cittadinanza per ospitare il Monumento ai Caduti. Un medesimo spazio urbano non può assolvere a più funzioni commemorative: quale sarebbe il senso?
Tutto ciò appare ancor più illogico considerando che abbiamo più volte indicato come destinazione naturale Piazza/Largo Falcone e Borsellino, in via Virgilio – intitolata dallo stesso Marrocco nel 2002, quando era consigliere comunale – proponendo di trasformare quell’area, oggi invasa dalle sterpaglie, in un luogo della memoria con la posa dell’auto del giudice Palermo. Allo stesso tempo, quel luogo potrebbe diventare uno spazio di riscatto, fruibile dai bambini, gli unici su cui dovremmo davvero investire.
Ci rammarichiamo per l’ennesima occasione persa. Tuttavia, non ci arrendiamo: continueremo a impegnarci affinché quell’area diventi un punto di riferimento per la legalità, a futura memoria».
