Russia: “Colpita base F-16 in Ucraina, rappresaglia dopo provocazione di Kiev”

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L’Fsb ha rivelato di aver sventato un piano dell’intelligence di Kiev e di Londra per dirottare un Mig-31 e inscenare un falso attacco contro una base della Nato

 

Le Forze Armate russe hanno lanciato un attacco in rappresaglia alla “provocazione” di Kiev, colpendo una base degli F-16 in Ucraina. Lo ha reso noto l’Fsb, i servizi segreti di Mosca, dopo aver rivelato di aver sventato un piano dell’intelligence di Kiev e di Londra per dirottare un Mig-31 e inscenare un falso attacco contro una base della Nato. “In risposta alla provocazione del 9-10 novembre, un attacco delle Forze aerospaziali russe con missili ipersonici Kinzhal ha colpito il principale centro di intelligence elettronica della direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino nella città di Brovary nella regione di Kiev e l’aeroporto di Starokostiantyniv nella regione di Khmelnytsky, dove sono di stanza gli F-16”, si legge in una nota dell’Fsb.

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Il piano secondo Mosca

Secondo l’Fsb, l’intelligence militare di Kiev avrebbe tentato di reclutare i piloti russi promettendo 3 milioni di dollari, per far dirigere il Mig verso la base della Nato a Costanza, in Romania. “Le misure prese – hanno detto i servizi russi citati da Ria Novosti – hanno sventato i piani dell’intelligence ucraina e britannica per una provocazione su larga scala”.

La tv di Stato di Mosca ha mostrato foto dei messaggi e registrazioni di un uomo che l’Fsb sostiene lavorasse per Kiev e Londra dai quali emerge l’offerta di 3 milioni di dollari a un pilota russo, al quale sarebbe stata anche promessa la cittadinanza di un Paese occidentale, per far volare il Mig verso l’Europa.

“Il Servizio di sicurezza federale (Fsb) – si legge in una nota – ha scoperto e sventato un’operazione della direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino e dei suoi collaboratori britannici volta a dirottare un aereo da combattimento supersonico ad alta quota MiG-31 delle forze aerospaziali russe, equipaggiato con il missile ipersonico Kinzhal”.

Il piano era quello di far volare l’aereo armato “fino alla più grande base aerea della Nato nel sud-est dell’Europa, situata a Costanza, in Romania, dove sarebbe stato abbattuto dai sistemi di difesa aerea”. “Le misure adottate hanno frustrato i piani dei servizi segreti ucraini e britannici di organizzare una provocazione su larga scala”, ha assicurato l’Fsb.

Le provocazioni denunciate da Mosca

Continuano da tempo gli allarmi dei servizi di Mosca, in particolare dell’Svr (Servizio informazioni estero). Dopo aver prospettato provocazioni in Polonia e contro navi europee, con azioni che avrebbero dovuto screditare la Russia, l’Svr, come scritto nei giorni scorsi dalla Tass, ha affermato che “l’Occidente si prepara a incolpare la Russia per un possibile incidente alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. I membri della Nato esortano Kiev a compiere una grande azione di sabotaggio con vittime tra gli ucraini e i cittadini dei Paesi dell’Unione Europea, simile al disastro aereo MH17”.

“I britannici hanno calcolato che, a seguito dell’incidente, la contaminazione radioattiva si diffonderà tra i cittadini dell’Ue vicino al confine ucraino”, ha aggiunto l’Svr. Nel dettaglio, “l’Occidente sta valutando l’opzione di organizzare un sabotaggio alla centrale nucleare di Zaporizhzhia con la fusione del nocciolo attivo dei suoi reattori nucleari”. Tutti gli allarmi lanciati nelle ultime settimane dall’Svr si sono rivelati totalmente infondati.

Media: “Colpita raffineria russa a Saratov”

Le ultime notizie di cronaca riportano che una raffineria di petrolio a Saratov, in Russia, è stata attaccata nella notte da droni ucraini. Lo scrive il Kiev Independent, citando canali Telegram locali che hanno condiviso filmati che mostrano esplosioni nella struttura e un vasto incendio. Secondo il ministero della Difesa russo, le difese aeree hanno intercettato 37 droni durante la notte, di cui otto nell’oblast di Saratov. Il governatore della regione, Roman Busargin, ha dichiarato su Telegram che i droni hanno danneggiato le infrastrutture civili, ma non ha confermato se la raffineria sia stata colpita. I media russi hanno riferito che l’aeroporto regionale ha imposto temporaneamente restrizioni ai voli in seguito all’attacco.

La raffineria di Saratov produce oltre 20 tipi di derivati petroliferi, tra cui benzina, gasolio, olio combustibile e bitume. Nel 2023, l’impianto ha lavorato circa 4,8 milioni di tonnellate di petrolio greggio, secondo lo Stato Maggiore ucraino. Saratov è un importante centro industriale situato a circa 150 chilometri dal confine con il Kazakistan e a circa 600 chilometri a est della linea del fronte ucraina. La raffineria di petrolio era già stata colpita dai droni il 3 novembre, settimo attacco alla struttura dall’inizio del 2025.

 

 


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