Premio “Città di Mesagne” il racconto inedito “A Nica” scrittrice sciclitana Maria Carmela Miccichè

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Il Premio Letterario Nazionale “Città di Mesagne” è un evento annuale che si svolge, appunto, a Mesagne, in provincia di Brindisi. Questo premio, che si svolge a cura dell’associazione di volontariato “Solidea (1 Utopia) OdV”, è patrocinato dal Dipartimento Studi Umanistici dell’Università del Salento e dall’Amministrazione Comunale. Ogni anno, il premio invita autori, editori, giurati e collaboratori da tutta Italia a partecipare alla letteratura e alla promozione del territorio messapico.

Anche quest’anno, per la XXII edizione del Premio che si svolgerà il prossimo 7 dicembre, sono state numerose le adesioni e le candidature. Tra queste, per la “sessione Inediti” – nell’ambito della “sezione Narrativa – racconto breve”, un posto di rilievo è stato raggiunto dalla scrittrice sciclitana Maria Carmela Micciché classificatasi in prima posizione, con il racconto inedito “A Nica”, tra le numerosissime presenze di tanti scrittori provenienti da tutte le città d’Italia (tra le quali Torino, Lecce, Varese, Roma, Salerno, Chieti).

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La Giuria, rappresentata da variegate personalità le cui attività professionali si muovono anche nel campo della cultura, è composta da: prof.ssa Sara Fasiello, docente e operatrice culturale (Lecce); prof.ssa Valeria Garganese, docente (Napoli); dott.ssa Rita Pacilio, poetessa, sociologa e mediatrice culturale (San Giorgio del Sannio – BN); prof. Damiano Poci, docente emerito (Mesagne – BR); avv. Marina Poci, redattrice web e docente, Socia Consigliera Solidea (Mesagne – BR). Inoltre, con la fattiva collaborazione del presidente Sezione Inediti sigg. Cosimo Deleo e Elena Di Giulio (Mesagne – BR), divisi in Sezioni di competenza per la Poesia e la Narrativa, con il coordinamento del presidente dell’Associazione organizzatrice, Dott. Enzo Dipietrangelo, fondatore dello stesso Premio, l’assistenza dei Soci Ing. Flavio Dipietrangelo, Annarita Quaranta e Claudia Quaranta (Segretaria dell’Associazione).

“Sono felicissima di aver avuto un riconoscimento così importante”, afferma Maria Carmela Micciché. “Il premio è un’opportunità per gli autori di promuovere le loro opere e di essere riconosciuti per la loro contribuzione letteraria”. Il racconto inedito, dal titolo “A Nica”, è imperniato in Sicilia, nell’anno domini 967, durante la dominazione araba. È un periodo storico caratterizzato dal fatto che l’Isola divenne un emirato autonomo del mondo islamico e con una sorta di convivenza pacifica tra musulmani, cristiani ed ebrei. Tale politica di “tolleranza” religiosa degli Arabi era supportata da una tassa speciale chiamata “jizya” (nel diritto musulmano, il testatico o tributo personale gravante sui dhimmī, ovvero sudditi non musulmani, quale corrispettivo della libertà di culto e della protezione loro concessa). Nel corso del dominio arabo la Sicilia si assicurava un periodo di fermento che si riverberava in diversi ambiti, non ultimo quello di natura gastronomica e, in particolare, quella che sarebbe divenuta la rinomata pasticceria siciliana. Quest’ultimo aspetto viene toccato dal racconto di Maria Carmela Micciché che – in un mix tra fantasia e realtà storica, attraverso un racconto ben articolato e con architettura narrativa accattivante – cerca di fare luce sulla nascita di uno dei dolci più buoni e conosciuti in tutta l’Isola a base di ricotta.

Nella foto, Maria Carmela Micciché-

 

Giuseppe Nativo

 


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