Sparatorie a Catania senza fine, cosa succede?

Condividi questo articolo?

di Luigi Asero

 

Qualcosa si muove da parecchio tempo negli ambienti della micro criminalità catanese, o forse della grande criminalità che si avvale -come sempre- dei cosiddetti “pesci piccoli”.

Anche la notte appena trascorsa ha visto il personale delle forze dell’ordine allertato per numerosi colpi d’arma da fuoco esplosi contro vetrine, saracinesche, abitazioni private. Forse è opportuno ricordare la sequenza, almeno dei fatti noti. Ben coscienti del fatto che non per forza tutti gli episodi debbano essere collegati, ma anche che potrebbero esserlo invece.

Nella notte del 26 agosto numerosi colpi di arma da fuoco hanno raggiunto l’ingresso di un centro estetico in via Garibaldi e poco dopo di un’abitazione privata nella vicina zona di via del Plebiscito, in via Calabrò, abitazione della stessa donna che gestisce il centro estetico. Il collegamento fra i due fatti in questo caso è palese.

La sera del 26 agosto, quasi alla notte del 27, sempre in via del Plebiscito è stato colpito con diversi colpi d’arma da fuoco un negozio adibito ad attività di autonoleggio, mentre nella notte del 28 agosto oggetto di numerosi colpi d’arma da fuoco è stato l’ingresso di una panineria in via Giovanni Da Verrazzano al Villaggio Sant’Agata. Le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia di Fontanarossa.

La notte scorsa due gli obbiettivi noti: il bar XXXI Maggio, sito nell’omonima via in prossimità di corso Indipendenza e una panineria in via dell’Agricoltore.

Le armi utilizzate nelle varie sparatorie sarebbero di tipologia differente, calibro 7.65 e 9×21 nel caso del centro estetico di via Garibaldi mentre verso l’attività di autonoleggio sarebbero stati esplosi 4 colpi da un fucile.

Mentre buona parte della stampa locale negli articoli di cronaca di questi giorni fa riferimento soltanto agli episodi più recenti noi ricordiamo anche altri episodi che risalgono a circa un mese fa, quindi non realmente “lontani nel tempo”:

31 luglio: diversi colpi d’arma da fuoco contro l’ingresso di una gioielleria in viale Mario Rapisardi

1 agosto: 1 agosto, sono stati esplosi circa 40 colpi d’arma da fuoco contro la saracinesca di una gastronomia di viale Ammiraglio Caracciolo (vedi LaSiciliaWeb)

4 agosto: almeno 10 spari uditi da diversi residenti in via Acquedotto Greco, all’arrivo delle volanti non sono stati trovati però riscontri (vedi Live Sicilia)

5 agosto: sparatoria prima dell’alba con colpi di pistola esplosi contro l’abitazione di un pregiudicato nello storico rione San Cristoforo. In quel caso la Polizia rinvenì un totale di 9 bossoli a terra.

E prima ancora, la notte tra il 7 e l’8 luglio intorno alla mezzanotte, diversi residenti hanno allertato la Polizia per una serie di spari uditi chiaramente nella zona di piazza I Viceré, tra Canalicchio e Barriera. Sul posto sono intervenute diverse volanti: sarebbero stati rinvenuti più di 25 bossoli calibro 9, sparati da ignoti.

Distante dal quadrato in oggetto nell’elenco, ma parte di qualcosa di criminale potrebbe essere anche l’attentato incendiario che nella tarda serata del 19 agosto distrusse, con una molotov, un camion parcheggiato adibito a panineria in zona Belsito (Free Press Online) e -pare- una vicina sparatoria con almeno tre colpi esplosi nelle vicinanze.

A tutti i casi sopra esposti (potrebbe mancare qualche episodio) si dovrebbe aggiungere l’arresto di un giovane nella notte del 19 agosto. Secondo gli agenti che hanno proceduto all’arresto infatti avrebbe fatto parte di un gruppo di almeno dieci giovani che viaggiavano su cinque moto di grossa cilindrata. L’arresto è avvenuto a San Giovanni Galermo. Il giovane è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e per porto abusivo di arma da fuoco clandestina (Live Sicilia)

Tutti i casi esposti evidenziano come finora, quello in atto, pare essere un quadro soltanto intimidatorio. Tutte le sparatorie sono avvenute contro oggetti e cose, non contro persone, sempre da quanto finora appurato. Eppure c’è di che ben preoccuparsi. L’escalation appare infatti inarrestabile e tutto può accadere.

I motivi? Difficile dirlo o anche solo ipotizzarlo. Per esempio la prima ondata di sparatorie (fine luglio, inizio agosto) potrebbe essere una sequenza di eventi differente dalla più recente di questi ultimi giorni. Però lo spazio temporale è comunque basso, meno di un mese, mentre le modalità appaiono molto simili. Evidentemente differente è anche il modus operandi rispetto all’intimidazione di Belsito dove è stata usata una molotov ma sempre in un orario che ragionevolmente non potesse arrecare danno fisico a persone.

La crisi economica forse spinge giovani leve a cercare di conquistare nuove piazze di spaccio? Avvertimenti a “qualcuno” perché si “faccia da parte”? Creazione di un clima di terrore per chissà quali piani a breve scadenza? Saranno, si spera, le indagini a chiarire questa catena di eventi anche se qualcosa ci porta a pensare che sarebbe opportuno creare un gruppo investigativo unico al fine di coordinare le informazioni acquisite. Infatti al momento le indagini sono seguite da investigatori diversi. Carabinieri e Polizia si dividono questo apparente rompicapo in cui, probabilmente clan rivali, cercano di stabilire un dominio sul territorio. Proprio questa divisione dei compiti però potrebbe diventare un punto di forza delle cosche locali. E non vorremmo che ciò accadesse. Non più.

Immagine di repertorio

Condividi questo articolo?

Potrebbe interessarti