“Amici per la pelle”, inscenato da Gino Astorina ed Eduardo Saitta, con la partecipazione di Antonello Capodici che cura la regia, presentato dall’Associazione culturale ABC, è il titolo dell’avvincente spettacolo che, lunedì 18 agosto, alle ore 20.45, al Teatro “Lucio Dalla” di Milo, sarà accolto dalla “Rassegna di teatro, musica e danza”, diretta da Alfio Zappalà, diretta da Alfio Zappalà, organizzata da ArchiDrama con il patrocinio della Regione Siciliana, in collaborazione con il Comune di Milo e la Pro Loco di Milo.
Nel cast con i protagonisti: Alfio Belfiore, Giovanni Maugeri, Eleonora Musumeci e Ramona Polizzi. Scenografia, Salvo Manciagli. Assistente scenografa, Alessia Zarcone. Costumi, Sartoria Teatro Musco. Direttore Tecnico, Santi Rapisarda.
Sinossi. Se siete sull’orlo del trapasso definitivo, avete diritto ad un ultimo desiderio. I condannati a morte, in passato, sceglievano una sigaretta. Più igienicamente, potreste voler andare a letto con la moglie del vostro migliore amico. È quanto succede al povero Roberto: destinato ad affrontare una rischiosa operazione al cuore, chiede all’amico Michele le grazie “ispaniche” della consorte Jhelena (con la “J” di … “pezza”).
Dilemma dei dilemmi: gelosia o carità cristiana? “Amici per la pelle” – riscrittura a più mani di un soggetto di genere – mette subito in mostra le sue carte di felice pochade, rilette con il gusto salace della comicità etnea, sciacquata in canoni più consoni alla modernità drammaturgica. A metà strada fra un De Filippo “intiepidito”, gli andamenti surreali del Salemme d’esordio, e la capacità tutta catanese di verniciare, anche il “pirandellismo” più ostinato, di “liscìa”. Commedia degli equivoci, di una teatralità marcata, interessata ai lati piccanti della richiesta di Roberto, ma che non manca di sottolineare i risvolti intimi e sentimentali del povero Astorina/Michele.
Si ride, come sempre capita nei derivati simil-partenopei, ma con un ghigno cattivo di sottofondo. Come un rumore bianco, percettibile se ci si fa caso, che impasta le gags di cinismo e crudele sincerità. Né basta la disarmante, surreale, autoironica bravura di Gino ad alleggerire il tono di caustico scetticismo che proietta tutti – vincitori e vinti, traditi e traditori, nomali o alieni – in un paesaggio di mediocre ipocrisia e facilissimi “luoghi comuni”.
Si ride anche in maniera obliqua, quasi mal sopportata, in un clima (quello attuale) tutto edulcorato dal “political correctly”, e dal “woke trendy”.
Ma, in fondo, è quello che il Teatro fa, e da sempre: ridere dei fatti sui quali, per solito, ci sarebbe da piangere.
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Prossimi appuntamenti con la “Rassegna di teatro, musica e danza” (Estate2025), diretta da Alfio Zappalà, al Teatro “Lucio Dalla” di Milo (ore 20.45 per tutti gli appuntamenti in cartellone): il 24 agosto sarà la volta di “Mille Rose”, magnetico omaggio teatrale a Rosa Balistreri di e con Lucia Sardo e la “Women Orchestra” diretta da Alessandra Pipitone; il 27 agosto sarà la volta di “Mizzica questo è jazz”, un racconto inedito che narra, insieme, la Sicilia e la nascita del jazz, con Andrea Tidona e Rino Cirinnà. Il 30 agosto, chiude in allegria “Soggetti smarriti”, cabaret show con la compagnia de “Il gatto blu – Harpago”.
