In libreria “Diario di una personalità multipla” di Angela Botta

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di Salvo Zappulla

Se dovessi dare una collocazione di genere a questo libro di Angela Botta, mi troverei in difficoltà: Un libro di poesie? Un saggio? Un romanzo?  È un’opera squisitamente letteraria dalle molteplici sfaccettature che introduce il lettore in un labirinto costruito con le parole. D’altronde l’arte non ha schemi, non sottostà a regole, né a imposizioni.

Le parole sono portatrici di un mistero arcano, sono magia e incanto, bestemmia e purezza e chi ne sa far uso, come Angela, è una sorta di sciamano, che incanta, stravolge, sconvolge. Leggendo questo libro “Diario di una personalità multipla”, edizioni Opposto, ho avuto la sensazione di entrare in uno stato di ipnosi. Tante voci che mi sussurravano, mi blandivano, mi ammaliavano, mi portavano dentro le storie che la Botta racconta. Ed era come essere trasportati nel fondo dell’Oceano, in uno stato senza rumori e senza tempo. È raro trovare un testo come questo nel catalogo delle grandi case editrici perché ragioni di ordine commerciale consigliano di puntare su cose più ovvie, più alla portata delle masse. Ed ecco allora che il lavoro di ricerca di questi piccoli editori come Opposto diventa prezioso, certosino, meritevole di encomio, perché va lontano da terreni già battuti, per scovare l’innovazione, lo sperimentalismo linguistico.

“Diario di una personalità multipla” è un viaggio all’interno di sé stessi, dove più voci si rincorrono in cerca di una bellezza non materialistica, ma intesa come purezza dell’animo, un conflitto interiore, una sorta di flusso di coscienza che riconduce a Joice e a Italo Svevo.

 


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