L’intensità rievocativa della parola, la potenza espressiva della gestualità e la catarsi dello spettatore, sono stati i tre meccanismi drammaturgici che hanno decretato l’indiscutibile successo de “La Canzone di Orlando” che è andata in scena, ieri, sull’Isola Lunga dello Stagnone di Marsala. Lo spettacolo reinterpretato magistralmente dall’attore siciliano, Giovanni Calcagno è stato prodotto da “La casa dei Santi”, il gruppo artistico e produttivo, nato dall’incontro tra l’attore e la regista Alessandra Pascetta, presente alla rappresentazione.
La trasposizione dell’ambientazione storica, dalle gole di Roncisvalle a Isola Lunga, ha creato nello spettatore un senso di stupore, intensificato dalla bellezza e grandiosità di uno scenario naturalistico che non ha pari. Nel prologo, introduttivo all’opera, Calcagno ha rimarcato l’importanza della storia de “La Canzone di Orlando” che «porta i segni della contemporaneità e che diviene l’emblema di un conflitto non ancora risolto. Nel poema – spiega l’attore – si legge chiara la complessità della natura umana che spinta da fattori sociali, culturali ed economici ha la tendenza ad agire contro la pace».
Nel palco naturale di Isola Lunga, hanno preso la parola anche Mariella Bonfiglio, presidente dell’associazione culturale trapanese KirArt, che ha promosso l’evento insieme a SEI, Saline Ettore e Infersa. «KirArt – spiega Bonfiglio – è nata con l’intento di divulgare l’arte in tutte le sue manifestazioni e declinazioni. La bellezza, di cui l’arte è portavoce, diviene così cura della persona. I nostri eventi, inseriti nella rassegna “Echi, racconti e musiche al tramonto”, hanno la duplice funzione di intercettare e valorizzare il patrimonio locale, proponendo delle location esclusive che siano, esse stesse, esaltazione della bellezza; con questa finalità è nata la collaborazione con SEI. Colgo l’occasione per ringraziare anche tutti quelli che hanno creduto in quest’iniziativa, tra gli altri, la dott.ssa Antonella Nicosia, direttrice della Banca Don Rizzo. Non meno rilevante è stato il team KirArt che, con passione e dedizione, si è speso per la perfetta riuscita dell’evento».
Adele Occhipinti, responsabile delle Saline Ettore e Infersa, ha rimarcato il suo intrinseco rapporto con Isola Lunga «Condivido con questo posto l’anima. Questo è un luogo di guarigione e spero che voi, questa sera, possiate provare e sperimentare la stessa sensazione».
