È morto il giornalista Alberto Stabile, per anni corrispondente da Beirut

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Di recente aveva scritto il libro ‘Il giardino e la cenere’, edito da Sellerio, un racconto sulla sua esperienza in Medio Oriente

 

È morto a Palermo il giornalista Alberto Stabile. Aveva 78 anni. Laureato in giurisprudenza, Stabile aveva iniziato la sua carriera giornalistica al giornale ‘L’Ora’ di Palermo. Poi venne assunto a Repubblica dove diventò corrispondente da Beirut.

Di recente aveva scritto il libro ‘Il giardino e la cenere’, edito da Sellerio, un racconto sulla sua esperienza in Medio Oriente.

 

Addio ad Alberto Stabile testimone delle verità stravolte dalle guerre

 

ByGianfranco D’Anna

Un flash d’agenzia:” E’ morto il giornalista Alberto Stabile”, una riga che trafigge il cuore di quanti l’hanno conosciuto, hanno lavorato assieme a lui all’Ora ed a Repubblica, e soprattutto hanno letto i suoi articoli dalla scrittura elegante, colta, che ponevano interrogativi e delineavano l’esatta situazione sul campo.

Un campo spesso minato, rappresentato dai campi di battaglia di tutti contro tutti di Beirut  e del Medio Oriente.  Esperienze  d’inviato internazionale e di corrispondente da Mosca, Gerusalemme, dal Cairo,  Damasco e  Beirut sulle quali, aveva scritto ne “Il giardino e la cenere”, il suo ultimo libro pubblicato nel 2024 da Sellerio.

“Una finestra spalancata su una realtà complicata” l’aveva definito. Un saggio che a rileggerlo ora, mentre Alberto Stabile giace con una immobilità immanente inimmaginabile per chi lo ricorda accalorarsi nei dibattiti e nelle nuotate a Favignana, fa trasparire tutta la drammaticità del resoconto personale del conflitto tra Israele e Palestina.

Un conflitto infinito ricostruito attraverso la voce dei personaggi e dei giornalisti passati dall’American Colony Hotel, di Gerusalemme, luogo di ritrovo per gli inviati delle grandi testate, i fotoreporter e le troupe televisive.

Delle cause profonde del conflitto Alberto ha continuato a scrivere per l’Espresso e per diversi anni ha organizzato, come esperto e testimone diretto cicli di incontri e di dibattiti nell’isola di Favignana dove risiedeva d’estate e alla quale era molto legato.

Testimonianze di grande professionalità e di impegno civile destinate a sopravvivergli perché, quando rispettano l’impegno primario ad attenersi alla verità, a denunciare le ingiustizia e gli esempi – come nel caso di Alberto Stabile – lasciano tracce ed eredità concrete, i giornalisti sopravvivono nella memoria collettiva, oltre che nell’affetto e nel ricordo dei colleghi e degli amici.

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