Siciliambiente, a San Vito Lo Capo 12 corti in concorso da 11 Paesi

‘Wild’ in anteprima internazionale, 2 anteprime italiane e 9 regionali al festival che torna a San Vito Lo Capo dall’11 al 16 luglio

Saranno dodici i cortometraggi in concorso alla 14 a edizione di SiciliAmbiente provenienti da ben undici paesi del mondo, oltre agli otto documentari e ai sei i lungometraggi presenti al festival.

Molte le anteprime in selezione ufficiale. A tematica ambientale e legato al Mediterraneo il corto in anteprima internazionale Wild di Nicolas Devienne che arriva dalla Francia. Ambientato nel 2043, ha come protagonista, Melissa, giovane eco-imprenditrice che lavora sulla sua barca a vela intelligente, la Rainbow. Con il suo cane Cham, ripulisce il Mar Mediterraneo e vende la plastica sul mercato mondiale del riciclaggio. Un giorno, salva una scimmia dall’annegamento: un incontro che cambierà la sua vita.

Due i corti in anteprima Italiana. Hush di Emilie Beck, che arriva dalla Norvegia è la storia di Martin, 12 anni con un padre alcolizzato e una madre che riesce a malapena a gestire la situazione. Martin è costretto a fare il necessario per tenere insieme la famiglia. Un cortometraggio sulla lealtà, sulla paura e sul crescere troppo in fretta. Dalla Francia Living on the threshold di Vincent Bruno e Marine Chesnais è la storia di Marine Chesnais, coreografa e danzatrice contemporanea che si reca sull’Isola della Rèunion per incontrare le megattere. Da queste interazioni in mare nascono improvvisazioni danzate che le daranno uno spunto creativo. Un cortometraggio, girato in apnea, diventa un viaggio coreografico e ipnotico che ci porta sott’acqua trattenendo il respiro. Living on the Threshold ci chiede cosa accade in quello spazio interiore di relazione dove non possiamo controllare nulla.

Nove le anteprime regionali in concorso al festival. Dall’Italia Lo chiamavano cargo di Marco Signoretti, ambientato in un villaggio del Mezzogiorno alla fine degli anni ’60. Quando nel piccolo paese arrivano due forestieri: Il primo con una cinepresa, il secondo con una pistola ci sarà per loro l’occasione insperata di cambiare il corso della storia.

Dalla Cina, Hong Kong e Singapore arriva Lili Alone di Zou Jing che racconta di Lili, una giovane madre che vive con suo marito, un giocatore d’azzardo in una zona remota del Sichuan. Sola e povera, si dirige verso la città nel tentativo di guadagnare abbastanza soldi per salvare suo padre morente.

Dalla Romania arriva Empiric di Ioana Turcan. La ventenne Alexandra vive con la madre e il fratello disabile e lavora in una fabbrica tessile nella Romania comunista. A causa del decreto anti-aborto le donne sono abituate a controlli ginecologici mensili. Ma questa volta la “parata” a sorpresa costringe Alexandra a prendere una decisione drastica.

Dal Cile Mti di Mauricio Corco, racconta di un immigrato haitiano che, dopo aver risparmiato per anni durante il suo soggiorno in Cile, decide di tornare con la moglie e la figlia ad Haiti. I suoi piani saranno interrotti dall’inaspettato furto di tutti i risparmi.

Coprodotto da Austria, Germania, Somalia Will my parents come to see me? di Mo Harawe, racconta l’ultimo pasto di un giovane condannato a morte che viene accompagnato da una giovane guardia carceraia nel suo ultimo giorno di vita. È un cammino difficile, verso l’inevitabile. “I miei genitori verranno a trovarmi?” la domanda che il detenuto sussurra alla sentinella.

Dalla Francia A world free of crisis di Ted Hardy è la storia di Emilie, vivace e goffa trentenne, che si trova sottoposta a una forte pressione sociale e teme di perdere la casa. Pur nutrendo grandi speranze quando viene chiamata per un nuovo colloquio, nulla andrà come previsto.

Dagli USA Total disaster di Keil Orion Troisi e Molly Gore racconta di un gruppo di attivisti ambientali che simulano di rappresentare il colosso petrolifero Total organizzando una conferenza stampa per presentare “RéHabitat”, un piano per salvare gli animali dall’oleodotto dell’Africa orientale trasferendoli in Francia in habitat “più sostenibili”. Utilizzando umorismo e malizia, faranno luce su un disastro ecologico e umanitario mortale.

Dall’Italia Fili di memorie di Marco Latina parla di Sergio, avvocato di successo ed uomo senza scrupoli che torna in Sicilia, luogo in cui è nato, cresciuto e da cui è fuggito. La morte della madre, i ricordi d’infanzia e gli affetti più cari proveranno a far crollare le sue certezze.

Dall’Iran Don’t tell anyone di Sahar Sotoodeh ha come protagonista Baran, quindicenne in fuga da casa ed in cerca di aiuto. Con lei, solo il suo terribile segreto.

Il Festival, diretto da Antonio Bellia, con la direzione organizzativa di Sheila Melosu, prevedere 4 sezioni competitive: un Concorso internazionale documentari; un Concorso internazionale lungometraggi di finzione, un Concorso internazionale cortometraggi (di finzione e documentari) e un Concorso internazionale dedicato all’animazione. Oltre ai premi in denaro di ogni sezione competitiva, attribuiti da una giuria di esperti e di personalità del cinema e della cultura, saranno assegnati il Premio Aamod, il Premio “Diritti Umani” conferito da Amnesty International Italia, il Premio “Ambiente” conferito da Greenpeace Italia, il Premio Speciale Ttpixel. A questi si aggiunge il Premio del Pubblico per la sezione Lungometraggi.

Siciliambiente è promosso da Demetra Produzioni e da Associazione culturale Cantiere 7 con il contributo del Comune di San Vito Lo Capo, con la collaborazione di Arpa Sicilia, Amnesty International Italia, Greenpeace Italia e Aamod, le passate edizioni sono state realizzate grazie al sostegno della Regione Siciliana, Assessorato Turismo Sport e Spettacolo, Dipartimento Turismo Sport e Spettacolo – Sicilia Film Commission, nell’ambito del progetto Sensi Contemporanei e dal MiC – Direzione Generale Cinema.

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