Seminario a Catania su “Agrumicoltura e Fitopatie”

Contro quella che è considerata la principale minaccia a livello mondiale per l’agrumicoltura, il Huanglongbing (HLB), noto anche come Citrus greening, è necessario mettere in campo subito una strategia condivisa di prevenzione, coinvolgendo agrumicoltori, commercianti e trasformatori. 

Esperti della ricerca scientifica e responsabili del Servizio fitosanitario regionale ne discuteranno lunedì 9 maggio a partire dalle ore 9, nel corso del seminario dal titolo “Stato dell’arte e interventi per la prevenzione dell’introduzione e della diffusione di HLB in Italia”, organizzato dal Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università degli Studi di Catania, in collaborazione con il CREA e il Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia. 

Interverranno Agatino Russo, direttore Di3A Unict; Federica Argentati, presidente del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia, la professoressa Alessandra Gentile, Unicit e componente del Cda Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia, Enrico Catania, presidente Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali, Catania; Enzo Perri, direttore del Centro di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria; i professori Unict: Stefano La Malfa, Giuseppe Eros Massimino Cocuzza, Alberto Continella e Vittoria Catara; Alejandro Tena, IVIA Valencia, Concetta Licciardello, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. Conclude Dario Cartabellotta, dirigente generale Dipartimento dell’Agricoltura,dello Sviluppo Rurale e della Pesca mediterranea, Regione siciliana. 

Al momento non c’è un’epidemia in Europa, ma l’insetto vettore dell’HLB (la psillide) è già arrivato nelle sponde del Mediterraneo, cioènella principale area di produzione di agrumi, arance e limoni europea e, per quanto la presenza non sia direttamente correlata alla malattia, deve suonare come un campanello di allarme.

Per questo è indispensabile impedirne l’ingresso, agendo prima, ed è di fondamentale importanza, informare gli operatori agrumicoli e la popolazione sui rischi n quanto la sintomatologia non risulta distintiva prima che il batterio raggiunga una ampia diffusione. La particolare pericolosità̀ della malattia è infatti determinata da una serie di concause quali: la gravità dei sintomi (tali da compromettere le capacità produttive della pianta), l’assenza di una sintomatologia precoce e dunque la difficoltà di mettere in atto efficaci strumenti di prevenzione e l’assenza, ad oggi, di adeguati strumenti di controllo di lungo periodo. 

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