Blitz antidroga dei Carabinieri a Palermo: 8 arresti

Spaccio nel centro storico di Palermo. Le indagini hanno colpito il territorio del mandamento di Porta Nuova

Blitz antidroga nel mandamento mafioso di Porta Nuova, a nel capoluogo regionale. Alle prime ore di questa mattina, nel capoluogo siciliano e a Napoli, i carabinieri del nucleo Investigativo del reparto Operativo del Comando provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a 8 ordinanze di custodia cautelare (5 in carcere e 3 ai domiciliari) a carico di altrettanti indagati, accusati di detenzione e cessione, in concorso, di sostanze stupefacenti.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Palermo su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. Le indagini, coordinate da un pool di magistrati diretti dal procuratore aggiunto Paolo Guido, hanno fatto luce su una fiorente attività di spaccio messa in piedi nei centralissimi quartieri Borgo Vecchio e Kalsa. Nel corso dell’attività investigativa, scattata nel 2019, erano già state arrestate in flagranza di reato 3 persone e sequestrati circa 50 chili di hashish.

Droga sull’asse Palermo-Napoli. E’ quanto emerge dal blitz antidroga ‘Porta dei greci’ dei carabinieri di Palermo che all’alba di oggi ha portato all arresto di 8 persone, facendo luce su una fiorente attività di spaccio nei quartieri Borgo Vecchio e Kalsa. Cinque persone sono finite in carcere e 3 ai domiciliari, per tutti l’accusa è di detenzione e cessione, in concorso, di sostanze stupefacenti. Le indagini, coordinate da un pool di magistrati diretti dal procuratore aggiunto Paolo Guido, hanno confermato un canale diretto di approvvigionamento di hashish tra Palermo e Napoli. 

Grazie a un contatto di intermediazione, spiegano gli investigatori dell’Arma, nel capoluogo siciliano arrivava la droga che sarebbe stata rivenduta al dettaglio ai vari pusher operativi nelle piazze di spaccio dei quartieri Borgo Vecchio e Kalsa. Uno degli indagati dal carcere avrebbe organizzato acquisti e cessioni di sostanza stupefacente, in concorso con alcuni degli altri arrestati, “legati tra di loro da forti vincoli di parentela e relazionali”.  

Nasce dalla denuncia dell’ex Iena Ismaele La Vardera l’indagine che all’alba di oggi ha portato all’arresto di 8 persone, accusate di detenzione e cessione, in concorso, di sostanze stupefacenti. Il blitz antidroga, eseguito all’alba dai carabinieri del nucleo Investigativo del reparto Operativo del Comando provinciale di Palermo e che ha smantellato una fiorente attività di spaccio nei quartieri Borgo Vecchio e Kalsa, nel mandamento di Porta Nuova, infatti, scaturisce da uno sviluppo investigativo a seguito della denuncia presentata dal giornalista che a giugno del 2017 si candidò a sindaco nel capoluogo siciliano. 

Proprio durante la campagna elettorale fu avvicinato dal nipote di Gino Abbate, ‘Gino U Mitra’, capomafia della Kalsa che gli offrì un ‘accordo’: un pacchetto di 300 voti nel quartiere in cambio di denaro, 30 euro ciascuno. Una proposta, denunciata da La Vardera che filmò di nascosto anche l’incontro con il boss Abbate, così come il resto della sua campagna elettorale diventata poi il film documentario ‘Il sindaco, Italian politics for dummies’, prodotto da Le Iene.

“L’operazione di oggi a Borgo Vecchio e alla Kalsa rappresenta la prosecuzione della forte e concreta risposta delle Istituzioni al grave e pervasivo fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti in numerose aree di Palermo, siano esse periferiche o centralissime”. A dirlo sono gli investigatori del Comando provinciale dei carabinieri di Palermo, dopo il blitz che ha portato all’arresto di 8 persone, accusate di detenzione e cessione, in concorso, di sostanze stupefacenti. Le indagini, scattate a gennaio del 2019 e coordinate da un pool di magistrati diretti dal procuratore aggiunto Paolo Guido, hanno colpito il territorio del mandamento di Porta Nuova. Si tratta dell’ennesima operazione condotta dai militari dell’Arma sotto il coordinamento della Procura di Palermo. Il 2 novembre scorso allo Sperone i militari della Compagnia San Lorenzo hanno smantellato un’organizzazione fondata su tre famiglie, svelando il ruolo di primo piano svolto dalle donne. Madri e mogli, che non solo curavano i rapporti con i fornitori, ma tenevano anche la contabilità delle piazze di spaccio con baby pusher impegnati a smerciare la droga anche davanti la scuola. Cinquantotto in tutto le misure cautelari eseguite. 

A distanza di poco più di 20 giorni, il 23 novembre scorso, nuovo blitz, questa volta nello storico mercato della Vucciria: 11 misure cautelari, tra cui 7 arresti. Un’indagine condotta dai militari della Compagnia di Piazza Verdi e scattata in piena pandemia che ha svelato come lo spaccio non abbia subito uno stop neppure durante il lockdown. Il 30 novembre a Passo di Rigano, invece, gli arresti sono stati 12: i militari della Compagnia di Monreale hanno fatto luce sugli affari di intere famiglie in grado di assicurare ai loro clienti un servizio h24. Centinaia di cessioni di droga che avvenivano pure nella villetta comunale davanti la scuola media del quartiere. Il 6 dicembre, invece, le indagini dei carabinieri della Compagnia di Palermo San Lorenzo hanno fatto luce su tre gruppi criminali, strettamente interconnessi e dediti al traffico di sostanze stupefacenti, che si sarebbero riforniti nel quartiere Ballarò per poi smerciare le sostanze stupefacenti principalmente nelle zone di Partanna Mondello, Borgo Nuovo e San Giovanni Apostolo (ex Cep), con ramificazioni anche nei quartieri più centrali della città. Trentuno in tutto le misure cautelari (8 in carcere e 23 agli arresti domiciliari) per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio di sostanze stupefacenti. 

Il 14 dicembre scorso, invece, a essere colpito è stato il mandamento di Pagliarelli. Otto le misure eseguite nell’ambito di un’indagine che ha fatto luce su un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e deputata alla redistribuzione della droga in diverse aree della città. Il gruppo criminale, con a capo proprio il vertice del mandamento, poteva contare su “un continuo afflusso” di stupefacente garantito dalla rete criminale di rifornimento. Fornitori diversi in base al tipo di droga. L’ultima operazione il 15 dicembre scorso: 11 misure tra Brancaccio e lo Sperone.

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