Il Papa consacra i popoli in guerra  alla Vergine Maria

Di  Giuseppe Firrincieli

La preghiera del Santo Padre, in occasione della consacrazione  dei popoli in guerra, come Russia e Ucraina, entrerà nei cuori degli artefici del conflitto bellico?

Nella sua omelia, Papa Francesco ha portato un esempio esplicito:  “L’ago serve per cucire gli strappi per ripristinare un tessuto di pace lacerato e non per ferire”.

Una frase che dovrebbe far riflettere i grandi della Terra nel cercare di intraprendere la strada della diplomazia e non fare stare l’intera Europa nel limbo delle minacce di una terza guerra mondiale.

Serve ancora sferrare minacce alla Russia, tipo sanzioni e forniture di armamenti per la difesa bellica, oppure avere il coraggio da parte degli States e dell’intero Occidente, persino della Cina, di sedersi ad un tavolo di trattative  per organizzare un viaggio al Cremlino e provare a proporre una alternativa di accordi distensivi al dramma della Guerra in Ucraina?

La storia, specie quella recente non va  dimenticata, specie dai Leader mondiali di oggi.

Si, Giambattista Vico, con i suoi Corsi e Ricorsi storici, non va ignorato, ma anzi da tenere in debita considerazione perche il suo pensiero è sempre di estrema attualità. L’impegno e l’immane sforzo del grande Papa, oggi Santo Giovanni Ventitreesimo, che ha evitato nel secolo scorso l’incubo di una guerra atomica, è un esempio da emulare e da ricordare con grande interesse mondiale. Era il 22 ottobre del 1962, quando il Papa buono, turbato dall’ appropinquarsi di un grande avvenimento bellico, avvertì la necessità di intervenire per scongiurare una terza guerra mondiale e riportare la pace. John Fitzgerald Kennedy, dieci giorni prima, attraverso la televisione, aveva annunciato che navi sovietiche si stavano dirigendo verso Cuba per armare con testate atomiche le installazioni militari, in quell’Isola, governata, dal dittatore Fidel Castro. Il paese caraibico aveva deciso di schierarsi con l’URSS, e proprio il Fidel aveva chiesto la protezione a Mosca, visto che gli americani avevano tentato di abbattere il suo potere, mediante un tentativo insurrezionale, organizzato da esuli anticomunisti, addestrati in Florida, operazione non riuscita per il fallito sbarco alla Baia dei Porci.

Kennedy, addirittura ordinò il blocco navale di Cuba e chiese la rimozione dei missili, pena l’attacco bellico su Cuba. Il 24 ottobre, sempre di quell’anno, le navi della II flotta statunitense raggiunsero il mar dei Caraibi, e messi in allarme i sovietici, questi  posizionarono ben 25 navi da guerra vicino Cuba. Il precipitarsi di un attacco atomico era in prossimità. Il presidente Kennedy pensò che l’unica persona in grado di fermare un attacco bellico  era il Santo Padre Roncalli e non perdette tempo ad informarlo. Giovanni Ventitreesimo, alla richiesta del Presidente statunitense  dichiarò il proprio sostegno ad intervenire e far da ponte con il Cremlino; si rese conto che l’intervento doveva essere fatto al più presto, così con un radio messaggio, prima consegnato agli ambasciatori di Mosca e Washington e poi trasmesso dalla Radio Vaticana in lingua francese, lanciò un forte appello di pace. La risoluzione del Vaticano avvenne il 12 ottobre  e il Papa rivolse un convinto appello per il richiamo al ritorno alla concordia fra i popoli, toccando il cuore di milioni di persone al di sopra di ogni credo religioso.

Serve oggi parlare di forniture  energetiche, alternative a quelle russe, per i Paesi Europei, quando una Nazione scatena una guerra e si pensa che per combatterla sia la soluzione giusta? Nessuno pensa che uno scontro basato sull’idea di mettere a Ko l’economia russa per arrivare ad una implosione, possa bastare per non scatenare una vendetta atomica?

La storia non bisogna ignorarla mai, lo spirito di sopravvivenza, oggi, appare più che puerile, specie quando i Capi di Stato si preoccupano di non essere rieletti e il loro unico pensiero riguarda i sondaggi dei loro consensi, mentre una guerra, nel bel mezzo del Vecchio Continente, non smette di causare morti, feriti e donne e bambini in fuga.

Papa Francesco ha sgridato gli Stati europei: “Basta, finiamola con la fornitura di armi all’Ucraina!!!”

E non sbaglia per niente, perché servono accordi di pace.

Chissà se a breve potremmo vedere in TV Papa Bergoglio che organizzi un Concilio per la pace nel mondo e in prima fila ospiti come Putin, Zelensky, Biden, Macron, Draghi, Scholz, Johnson, e tanti altri!

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