Sinagra, la collina delle meraviglie

Di Filippo Imbesi

Un singolare raggruppamento di formazioni rocciose antropomorfe e zoomorfe è stato recentemente individuato con due esplorazioni nella contrada Mezzagosto di Sinagra dal gruppo “Ricerche nel Val Demone” (composto da studiosi, esploratori, appassionati ed esperti di varie discipline), in collaborazione con la Pro Loco Sinagra.

Nella contrada, che è posta su terrazzamenti compresi tra 550 e 657 m s.l.m., emergono su varie conformazioni rocciose, con chiara leggibilità, le sembianze di numerosi animali.

Nonostante in alcuni casi sia chiaramente percepibile l’erosione degli agenti atmosferici, alcune conformazioni sembrano ricondurre nella loro modellazione all’intervento umano.

Una formazione rocciosa evidenzia in maniera molto chiara il profilo di un volto nella parte frontale e le sembianze di un elefante nella parte retrostante. Su due facce di un masso sono inoltre percepibili due animali (forse un ariete e un bue).  

Molto particolari risultano anche alcuni blocchi rocciosi su cui sono riconoscibili un ovino, un animale con la bocca aperta, varie figure zoomorfe e antropomorfe e alcuni cerchi incavati.

La vera particolarità individuata nell’area, nello stato attuale delle indagini, è però un imponente masso spezzato che rende leggibili su di esso le fattezze di un elefante avente una lunga proboscide e alcuni motivi geometrici nella parte superiore della testa.

Nella contrada Mezzagosto sono stati anche censiti alcuni palmenti rupestri e coppelle, una cavità sovrastata da un incavo e vari croci scolpite (probabili confini), che attestano chiaramente la presenza umana in un lungo arco temporale.

Considerando l’illusione pareidolitica e la dimensione immaginale delle antiche aree sacre risulta adesso necessaria una campagna più approfondita di indagini (archeologiche e archeoastronomiche), che sarà programmata nei prossimi mesi dal gruppo “Ricerche nel Val Demone” in collaborazione con la Pro Loco Sinagra.

Così il Gruppo di ricerca che ha effettuato le esplorazioni: Giuseppe Abramo, Fortunato Barbaro, Francesca Bisbano, Tindaro Blundo, Carmelo Bongiorno, Francesco Caizzone, Pietro Chiofalo, Giuseppe Ciclopino, Gaetano Consalvo, Valentina Da Liberto, Roberto De Leo, Nicola Giunta, Franca Gizzi, Alessandro Graziano, Filippo Imbesi, Giuseppe La Bella, Tindara Letizia, Salvatore Maiorana, Salvatore Micali, Emanuela Mola, Enza Mola, Santino Recupero, Lio Sottile, Giuseppe Tizzone.

Sulle tracce dei Sicani

Di Giuseppe Tizzone

Una giornata dedita all’esplorazione di una parte del territorio di Sinagra sulle tracce di Sicani e Siculi popoli pre-ellenici che abitavano prevalentemente nelle alture. l’etimo Sinagra potrebbe derivare dal latino “sinus”, (insenatura) nome peraltro coerente con la posizione del paese, o da “sinus agri” (campo nei pressi del fiume”, o ancora “sine agro” (senza campo) perché tutto era ricoperto da boschi.

Tucidide storie IV

Giunti in Sicilia con numeroso esercito e vinti in battaglia i Sicani, li scacciarono verso la parte meridionale ed occidentale dell’Isola. E da essi il nome di Sicania si mutò in quello di Sicilia. Passato lo stretto, tennero e occuparono la parte migliore del paese, per circa trecento anni fino alla venuta degli Elleni in Sicilia; e ancor oggi occupano la regione centrale e settentrionale dell’isola.»
 

Nel territorio indagato hanno destato particolare interesse la presenza di un monolite “piramide”con una coppella situato non lontano da due palmenti sempre scavati nella roccia arenaria. Delle figure zoomorfe e antropomorfe rendono il sito particolarmente affascinante. Queste forme piramidali si collegano con le altre della valle dell’Alcantara in particolare nel territorio di Motta Camastra e sull’altipiano dell’Argimusco di dimensioni alquanto notevoli ” .

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