A Raffadali droga a minorenni e linguaggio in codice: 4 arresti

Eseguite dai carabinieri a Raffadali 4 misure cautelari, ricercata quinta persona emigrata in Germania

La droga veniva venduta anche ai minorenni e lo spaccio avveniva in pieno giorno. Per concordare quantità e appuntamenti gli arrestati utilizzavano un linguaggio in codice. E’ quanto emerge dal blitz antidroga eseguito dai carabinieri della Stazione di Raffadali, con il supporto del personale della Compagnia di Agrigento guidata dal maggiore Marco La Rovere, che stamani hanno eseguito quattro misure cautelari. Una quinta persona destinataria di analogo provvedimento ed emigrata in Germania, è attivamente ricercata. 

Agli arresti domiciliari sono finiti un 46enne residente a Favara e già noto alle forze dell’ordine, una 24enne e un 26enne, entrambi di Favara. Per un cittadino libico è scattato, invece, l’obbligo di dimora: l’uomo, con precedenti di polizia e che nel frattempo si era allontanato dall’Agrigentino trovando rifugio a Roma, nel quartiere di Casal Bertone, a casa di alcuni connazionali, è stato rintracciato stamani e sottoposto alla misura cautelare. Tutti devono rispondere, in concorso tra loro, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. 

Secondo gli investigatori dell’Arma i cinque avevano messo in piedi una fiorente attività di spaccio nella centralissima piazza Progresso a Raffadali. Servizi di pedinamento e osservazione, ma anche intercettazioni ambientali e telefoniche, oltre che il monitoraggio video dei luoghi, avviati nei primi mesi del 2019 e andati avanti per mesi, hanno consentito di documentare decine di episodi di spaccio. Marijuana, hashish e cocaina arrivavano soprattutto da Palermo dove i pusher si rifornivano per poi rivedere la droga nel grosso centro dell’Agrigentino. 

“In pieno giorno i clienti, anche minorenni, si incontravano con gli indagati, che stazionavano nella piazza per gran parte della giornata, per procacciarsi lo stupefacente”, spiegano gli investigatori dell’Arma, sottolineando come clienti e pusher utilizzassero “il classico linguaggio criptico ed ermetico” per concordare telefonicamente le modalità e i quantitativi di droga da commissionare. Nel corso dell’attività investigativa, i carabinieri avevano già denunciato in stato di libertà otto persone.

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