Pietro Agen: “Nuove Camere di Commercio Sicilia? Tutto un pateracchio”

Più che note le tragedie che la pandemia Covid ha provocato ovunque: solo in Italia oltre 137.000 vittime. Alle tragedie si sono aggiunti i danni pagati da molte categorie produttive. In meno di due anni tutto è cambiato, anche nei rapporti umani, a partire da quel segnale iniziale cristallizzato in due parole: “distanziamento sociale”, la cui valenza e “vero” significato andrebbero approfondite. Molti rapporti professionali si sono interrotti per necessità sopraggiunte a seguito delle disposizioni governative emanate per fronteggiare (?) il propagarsi del terribile virus, la cui natura e origine a tutt’oggi non sono note.

A fatica, adesso, si tenta la “ripresa” fra mille incognite, cercando di ragionare in positivo.
Il nostro giornale, nell’ottica del “positivo”, riprende il dialogo interrotto nel marzo dello scorso anno con il Presidente della Camera di Commercio del Sud Est, dottor Pietro Agen… Dialogo interrotto a causa delle misure restrittive (leggasi lockdown e similiari).

Nel corso dell’incontro si è parlato di argomenti come le nuove Camere di Commercio, che definisce “tutto un pateracchio” per la serie di normative contraddittorie e dello scalo di Fontanarossa. E su Fontanarossa Agen tiene a sottolineare – per chi non lo avesse capito -, che “l’aeroporto di Catania è dello Stato, non è vendibile: la privatizzazione riguarda la Società che gestisce i servizi”. Altri argomenti affrontati hanno riguardato il territorio isolano.

A seguire l’incontro di Salvo Barbagallo con Pietro Agen
Riprese audio, video, servizio web di Luigi Asero

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