Palermo città giardino tra vergogna e meraviglia

Presentazione del catalogo della mostra Il giardino delle delizie di Momò Calascibetta, a cura di Andrea Guastella, Aurea Phoenix Edizioni, 2021
Interventi: Luigi Biondo, Rosaria Raffaele Addamo, Andrea Guastella, Momò Calascibetta.-Moderatore: Danilo Maniscalco.-Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo Palazzo Belmonte Riso

Giovedì 23 settembre 2021 alle ore 17.00 presso il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Palermo (Palazzo Riso) verrà presentato il catalogo della mostra di Momò Calascibetta Il giardino delle delizie, a cura di Andrea Guastella, visitabile al primo piano del museo sino al 25 settembre. In occasione dell’evento il direttore del Museo Riso Luigi Biondo, la curatrice della Collezione permanente di Riso Rosaria Raffaele Addamo, il curatore della mostra Andrea Guastella e l’artista Momò Calascibetta discuteranno intorno al tema Palermo città giardino tra vergogna e meraviglia. Modererà l’incontro Danilo Maniscalco. Dal testo in catalogo di Andrea Guastella: «Palermo, come rivelano ancora molti segni, è stata una delle meraviglie dei secoli andati e ha brillato come un diamante nella storia del mondo. Palermo la splendente, la chiamavano. Quando? All’epoca degli emiri, in quella del grande Federico? Come direbbe un credente, Dio solo lo sa. Si tratta, in ogni caso, di una gloriosa antichità. Né potrebbe essere altrimenti, dal momento che i suoi fiumi, ora sepolti, irrigavano un giardino con al centro una piazza circolare, per accogliere il sole. Questo però appartiene al passato. Oggi tutto è in rovina. O ricostruito in forma nuova. O abitato da uomini che hanno dimenticato quali strade tagliassero il giardino. Chi ricordava, è partito. O ha chiuso gli occhi per nascondersi il male. Perduto il paradiso, non restava che fuggire. Chi però è tornato a casa, ha subìto l’assalto dei ricordi. Il passato si è riversato nel presente, già preme sul futuro. Non vi è peccato che possa consumare il paradiso: esso esiste da sempre, e sempre esisterà. Esiste nei sogni di Momò Calascibetta, che da anni coltiva il suo giardino. Un giardino che confina, stranamente, con l’inferno. Ma di che mi meraviglio? La “selva antica” del Paradiso è meno “oscura” di quella in cui Dante si smarriva?». 

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