Sevizie a disabili a Licata: vittime picchiate e minacciate

I carabinieri, grazie a un’attenta analisi dei cellulari, hanno ricostruito altri episodi di violenza

C’è una nuova vittima nell’inchiesta sulla banda che a Licata, nell’Agrigentino, si è resa protagonista di violenze e torture ai disabili, riprese con i cellulari e postate sui social. Proprio grazie a un’attenta analisi dei telefoni cellulari i carabinieri della sezione Operativa di Licata sono riusciti a risalire alle altre sevizie, dando esecuzione a quattro misure cautelari, di cui tre in carcere, a carico dei componenti dell’ormai noto gruppo di ‘torturatori’ licatesi. Le misure, richieste dalla Procura di Agrigento che ha coordinato le indagini, sono state emesse dal gip della città dei templi. 

Dalle indagini è emerso poi più volte i protagonisti di questa triste storia abbiano minacciato, picchiato e tentato di pagare una delle vittime per comprare il suo silenzio. Inoltre, in una circostanza, uno degli indagati, che si trovava agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, dopo essersi fatto autorizzare dall’autorità giudiziaria per una visita medica,  si è recato dalla vittima per minacciarla e costringerla a ritrattare le denunce dinanzi al giudice. Gli arrestati sono stati condotti in carcere. 

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