Confcommercio Sicilia: “Crollo 70% spesa stranieri, in fumo 1,3 mld”

La ripresa in Sicilia continua a zoppicare. Il report sui consumi regionali predisposto dall’ufficio studi Confcommercio mette in rilievo il crollo di quasi il 70 per cento della spesa dei turisti stranieri. Una fotografia impietosa dei danni del Covid, sia da un punto di vista sociale che economico. La quota spesa degli stranieri sui consumi nel territorio regionale ammontava nel 2019 al 2,8 per cento e nel 2020 allo 0,9 per cento. La variazione assoluta in negativo è stata di 1 miliardo e 357 milioni di euro, pari al 69,2 per cento. Nel 2020, rispetto all’anno precedente, è calato del 16,4 per cento il dato delle immatricolazioni di auto a persone fisiche, mentre la variazione percentuale degli occupati è stata pari, sempre considerando i due anni, a -1,1 per cento. 

A fronte di ciò, nel 2020, rispetto al 2019, hanno cambiato residenza, scegliendo di andare via dalla Sicilia, 33.800 persone, pari allo 0,7 per cento della popolazione isolana. La mancanza di opportunità occupazionali sul territorio ha portato parte dei residenti, anche in un anno molto difficile, a spostarsi nelle aree più ricche. Con riferimento alla demografia d’impresa, poi, i dati rilevano che il numero delle iscrizioni, dal 2020 al 2019, è sceso del 13 per cento così come il numero delle transazioni normalizzate delle abitazioni (-9,5 per cento). Si è ridotta, a causa delle restrizioni, anche la spesa per spettacoli che in Sicilia è diminuita del 68,2 per cento.

“La riduzione del 9 per cento dei consumi registrata in un solo anno, il 2020, non ha nessun rapporto o confronto con quanto osservato negli anni per cui si dispone di serie storiche omogenee e confrontabili”, spiegano da Confcommercio Sicilia. Negli anni dal 1996 al 2007, in Sicilia si è registrata una crescita nei consumi per famiglie pari al 18,4 per cento. Una riduzione pari all’11,6 per cento, invece, negli anni dal 2008 al 2019. Da qui si arriva ai consumi per residente che nel 1995 erano pari, in un anno, a 13.544 euro, nel 2007 a 16.033 euro mentre nel 2020 a 13.297 euro. Un andamento che risente anche delle dinamiche demografiche che hanno visto, nel periodo in esame, una diminuzione della popolazione residente, soprattutto nelle fasce più giovani. 

“Le previsioni per il 2021, che fino a pochi mesi fa si attendeva essere un anno di decisa e robusta ripresa – sottolinea il presidente regionale Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti – chiariscono che proprio il 2021 si sta rivelando un periodo ancora molto difficile. La ripresa rispetto alle attese potrebbe essere più contenuta in considerazione del fatto che soltanto ora si può tornare a un assetto più normale della vita quotidiana, di cui i consumi sono una parte rilevante”.

Le previsioni per la Sicilia per il 2021 parlano di un incremento dei consumi pari al 3 per cento con un incremento in valore assoluto pari a 1 miliardo 936 milioni di euro. Significa che mentre nel 2020 i consumi sono stati ridotti di 1.212 euro a testa, nel 2021 dovrebbero aumentare di 398 euro a testa.

“Il recupero, nella nostra regione – prosegue Manenti – si preannuncia più difficile, così come nel resto del Mezzogiorno, meno resiliente del resto del Paese, fenomeno, tra l’altro, già visto in passato. Difficile dire quando la Sicilia potrà tornare ai livelli, peraltro già depressi, della spesa reale per abitante del 2019. Molto dipenderà dal grado di efficacia e di efficienza nell’uso delle nuove risorse europee. E’ la sfida più importante che siamo chiamati a sostenere”, conclude il numero uno di Confcommercio Sicilia.

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