Restrizioni Covid: sciopero della fame dei presidenti Confcommercio Sicilia

Emergenza Covid e ricadute negative per gli operatori del commercio siciliani, colpiti duramente dalle misure di restrizione che ormai si protraggono da mesi e mesi. Il presidente di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, annuncia da giovedì prossimo  una protesta  significativa che, ancora una volta, tende a sensibilizzare le Istituzioni: “lo sciopero della fame”: Afferma Manenti: “Non ne possiamo più. Oltre ai danni, pure la beffa. Bisogna dare un segnale. E forte. E l’unico modo per farlo è protestare in maniera dignitosa, civile ma rivendicando con forza quelli che sono i nostri diritti. Qui ci sono operatori economici che non sanno più come fare per andare avanti, per mantenere le proprie famiglie. E poi assistiamo ad assembramenti di massa come quelli a Milano, e anche in altre piazze italiane, che rappresentano uno schiaffo per tutti noi”.

Alla protesta annunciata da Gianluca Manenti aderiscono anche i presidenti di Confcommercio Catania, Piero Agen (che è anche presidente della Camera di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa), di Confcommercio Trapani, Pino Pace, (che è anche presidente Unioncamere Sicilia), e il presidente regionale Fipe Sicilia, Dario Pistorio, e i vicepresidenti provinciali di Confcommercio Ragusa Giorgio Moncada e Antonio Prelati.

“Non ci stiamo a questo gioco al massacro – dichiara Pietro Agen -: è una situazione davvero kafkiana. Non pretendiamo che le riaperture ci possano essere a partire da domani. Ma attendiamo una data certa. Chiediamo che le attività commerciali tuttora chiuse possano riaprire, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza”.

Dario Pistorio aggiunge: “E’ da mesi che non si lavora. Abbiamo sempre fatto prevalere la logica del buon senso, anche quando la situazione era, così com’è tuttora, disperata. Ma siamo rimasti senza parole per quello che è accaduto in queste ultime ore. Le dichiarazioni da noi rilasciate, le proteste di piazza da noi fatte, evidentemente, non bastano più. Sì, è necessario dare un segnale forte. E lo faremo – aggiunge – nell’unico modo possibile, in modo dignitoso ma evidenziando tutta la nostra preoccupazione e il nostro malumore.

Intanto  mercoledì  9, alle ore 9, con lo slogan #UNITISIRIPARTE scendono in piazza l’ASSOCIAZIONE GAMELIA e la FIPE CONFCOMMERCIO di Catania: si ritroveranno in piazza Università i ristoratori specializzati nel catering, un settore dimenticato nell’ultimo decreto. Insieme a loro si schiereranno altre categorie vicine a questi specialisti della ristorazione: fiorai, wedding planner, fotografi, organizzatori di congressi, titolari di ristoranti e bar. Tutti preoccupati per la mancanza di linee guida utili alla ripartenza.

“Abbiamo bisogno di chiarezza per un comparto che rappresenta la base della economia turistica e una forza trainante per il territorio – sostengono Dario Pistorio, presidente regionale e provinciale della FIPE Confcommercio e Lina Scevola, presidente di Gamelia – Chiediamo una mappa chiara su come ripartire e garantire un futuro senza incertezze alle nostre imprese e ai tanti collaboratori che ci lavorano. Ad oggi non ci sono regole per la ripartenza per chi fa il catering e non avendo linee guida ufficiali è impossibile programmare e prendere impegni con la clientela. La zona gialla, che speriamo arrivi presto anche per noi siciliani, ci consente di lavorare solo esclusivamente all’esterno e all’interno in modalità asporto. E chi non potrà farlo? Gli orari di chiusura devono essere posticipati specialmente qui da noi dove in estate i clienti escono sempre più tardi viste le temperature. E poi i vaccini, chiederemo una ulteriore accelerata che coinvolga tutte le fasce di età, con priorità per chi fa il servizio al tavolo e i camerieri più esposti”.

Nella foto, Pietro Agen

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