Si è spento Salvo Fagone, ultimo “Old King” Militellese

Si è spento all’età di 80 anni, a Catania, il prof. Salvo Fagone, originario di Militello, già docente di “Applicazioni tecniche” e “Informatica” al Convitto Cutelli del capoluogo etneo.

Profondamente legato alla comunità e alle “radici” dei genitori, aveva stabilmente mantenuto, durante la sua abituale residenza estiva, in contrada Castelluccio, i rapporti con i vecchi amici e conoscenti. La sua figura non mancherà soltanto ai familiari e ai parenti, ma anche al vecchio mondo dello spettacolo catanese e al pubblico, che gli ha sempre riconosciuto estro artistico e simpatia.

Percussionista di fine sensibilità e vecchia foggia, Fagone era il batterista della band musicale “The Old Kings” di Catania. Numerosi apprezzamenti e consensi gli sono stati tributati in esibizioni e concerti, nonchè in apparizioni tv durante programmi e rubriche. Indimenticabile la sua performance musicale a “Il Pomofiore” di Gianni Creati, fortunatissima trasmissione in onda su Telecolor alla fine degli Anni ’70.

La nostra pagina social (Militello.info) formula le più sincere condoglianze per l’incolmabile perdita alla consorte e ai due figli, in particolare a Giuseppe, che da anni, ormai, segue le “orme” del padre alla batteria, «ereditando proprio da lui – dice – l’amore per la musica. Adesso mi raccomando, papà: nun fari buddellu lassù cu di bacchetti…».

Da Militello.info fb

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Non è un buon inizio giornata, quello che ti annuncia la scomparsa di un antico amico, perduto di vista tanti decenni addietro.

Da giovane Salvo Fagone abitava a Nesima Superiore, a Catania, quasi vicino a Monte Po, in una villetta con un giardinetto davanti, a pochi passi da via Pacinotti.

Salvo (fine Anni Cinquanta/Sessanta) non suonava soltanto la batteria, ma anche il vibrafono, strumento pressoché sconosciuto in quei tempi: era un grande appassionato della musica che veniva da Oltre Oceano, e lui stesso era un vero “jazz man”, certo di alta qualità. Ma era in Sicilia, e il jazz era amato da pochi.

Salvo con la sua verve, con la sua passione teneva unito il gruppo “The King”, con i fratelli Bellia (il più “anziano” al piano, l’altro, giovanissimo, al contrabbasso, non ricordo i loro nomi), alla chitarra credo Nuccio Di Stefano. Con loro un raffinato cantante, Tano Zuccaro.

Il quartetto non teneva concerti, si esibiva nei diversi night che in quei periodi animavano le notti di una Catania spensierata, vivace, in pieno boom economico. Il “Bellavista” di Acireale era un punto di riferimento del  quartetto “The King”. Musica Soft, fin troppo buona per fare innamorare.

Un altro mondo, quello che esprimeva il capoluogo etneo, ricco di fermenti culturali, all’avanguardia in Italia.

Un mondo che Salvo Fagone rendeva lieto con le sue performance e, soprattutto con il suo sorriso e la sua gran voglia di vivere. Una “voglia” che riusciva a trasmettere a tutti.

Ai Familiari diciamo che chi lo ha conosciuto non lo dimenticherà.

Ciao Salvo.

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