Reddito cittadinanza a mafiosi e loro familiari: a Catania 76 denunce

I Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, insieme a quelli del locale Nucleo Ispettorato Lavoro, hanno individuato e denunciato all’Autorità Giudiziaria 76 persone ritenute responsabili di aver ottenuto indebitamente il reddito di cittadinanza utilizzando dichiarazioni false, nonché omettendo informazioni dovute. La Procura Distrettuale della Repubblica ha conseguentemente emesso nei confronti degli stessi un decreto di sequestro preventivo delle rispettive carte di reddito di cittadinanza.

L’indagine ha consentito di appurare che tra tutti i cittadini denunciati ve ne sono 25 che hanno personalmente richiesto ed ottenuto il beneficio pur essendo stati condannati per mafia, circostanza ostativa alla concessione del beneficio.

Le rimanenti 51 persone, di cui 46 donne, hanno invece richiesto ed ottenuto il beneficio, omettendo di comunicare che all’interno del proprio nucleo familiare vi fosse tra i destinatari del reddito di cittadinanza anche un proprio congiunto gravato da sentenze di condanna definitive per associazione di tipo mafioso.

Tra i beneficiari sono stati scovati ‘uomini d’onore’ e affiliati di diverse consorterie mafiose attive nel capoluogo etneo e in provincia. I più numerosi sono risultati essere quelli della famiglia di Cosa Nostra Santapaola-Ercolano (circa 50), ma non mancano anche elementi dei Mazzei, Cappello, Laudani, Cursoti Milanesi, Pillera,  Scalisi e Santangelo – Taccuni.

Ci sono anche l’autore di un efferato omicidio di mafia commesso nel 1999 ed un elemento apicale di un clan che ha rinnegato il figlio diventato collaboratore di giustizia tra le 76 persone denunciate di carabinieri del Comando provinciale di Catania e del locale Nucleo ispettorato del lavoro di Catania per indebita percezione del reddito di cittadinanza. Al figlio furono inoltre rivolte minacce con necrologi affissi per le vie del proprio paese all’indomani della notizia relativa alla sua collaborazione.

Tra coloro che beneficiavano del reddito di cittadinanza anche alcuni dei partecipanti al summit mafioso del 2009 presieduto dall’allora superlatitante Santo La Causa, reggente di Cosa Nostra catanese, interrotto dall’irruzione dei militari del nucleo investigativo dei Carabinieri del Comando provinciale di Catania.

L’importo complessivo finora riscosso indebitamente è di oltre 600mila euro ed è stato pertanto interessato l’Inps per l’immediata revoca del beneficio con efficacia retroattiva e l’avvio delle necessarie procedure di restituzione di quanto illecitamente percepito.

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