Ponte sullo Stretto: c’è un progetto che può partire entro pochi mesi, ma…

Il dibattito è vecchio di decenni, ma una volta fatte le scelte politiche definitive e compiuti alcuni passi necessari, basterebbero pochi mesi per far partire i lavori di costruzione del Ponte sullo Stretto. Infatti un progetto completamente definito è già disponibile e aspetta solo la chiusura dell’istruttoria da parte del Ministero delle Infrastrutture.

Per avviare le operazioni servono però anche alcuni atti legislativi da parte del Governo, a iniziare dal varo di una norma che preveda l’abrogazione espressa della Legge n.221/12, quella che ha reso nullo il contratto del 27 marzo 2006 tra Stretto di Messina ed Eurolink) e la nomina contestuale di una Struttura Commissariale con pieni poteri coadiuvata da una struttura di supporto per accelerare le procedure operative ad alto livello. A quel punto sarebbe necessaria anche l’approvazione del Progetto Definitivo da parte del Ministero e del Cipe, seguita dall’approvazione del Progetto Esecutivo per fasi esecutive, preludio dell’avvio ufficiale dei lavori.

Il costo complessivo per realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina – in base al progetto attuale – è di 7,1 miliardi di euro, ma per le casse dello Stato il vero impatto dell’opera – in termini di rilancio economico e di incassi – sarà ben più elevato. Infatti il dato complessivo tiene contro di 2,9 miliardi necessari per la costruzione del ponte, di 3,1 miliardi per le opere di accesso al ponte lato Calabria e Sicilia e 1,1 miliardi per le opere accessorie di miglioramento della viabilità. Costi che saranno interamente coperti accedendo alle opportunità di defiscalizzazione (Ires, Irap e Iva) per un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro e accedendo a una serie di fondi che vanno dal fondo Ten-T europeo per il corridoio Mediterraneo-Scandinavo, il fondo per l’emergenza Covid-19 (Pandemic emergency purchase programme) della Banca Centrale Europea., e infine gli High Impact Social Bond, ovvero quello stock di risparmio nazionale depositato in strumenti di liquidità.

Solo nelle fasi di costruzione le maggiori entrate erariali per lo Stato saranno pari a 8 miliardi di euro. Se si considerano invece i 30 anni di gestione da parte del Consorzio, le entrate complessive raggiungeranno i 107 miliardi di euro. Se a queste si sottraggono i 5,3 miliardi di sconti fiscali iniziali, quello che rimane nelle casse dello stato su un orizzonte trentennale sono oltre 101 miliardi.

A questo va aggiunto poi l’impatto economico dell’opera. Il ponte infatti si preannuncia come un incredibile moltiplicatore di ricchezza. Ogni milione di euro investito sull’opera genera 2,36 milioni di produzione aggiuntiva. Di conseguenza, ogni anno il ponte assicurerà una crescita del Pil nazionale dello 0,2%, pari a 2,5 miliardi di euro, creando valore per i lavoratori, le imprese, lo stato e naturalmente la collettività. (AdnKronos)

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