Volevano uccidere Caruana Galizia già nel 2015

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Gli esecutori materiali dell’assassinio della giornalista investigativa maltese Daphne Caruana Galizia avevano pianificato un attentato con armi da fuoco AK-47 due anni prima di ucciderla in un attacco dinamitardo nell’ottobre del 2017. Questo quanto riferito in una lunga testimonianza da Vincent Muscat secondo il quale – assieme alle altre due persone accusate dell’omicidio – aveva iniziato i preparativi per l’assassinio della cronista già nel 2014 o 2015. Con George Degiorgio era stato messo a punto un piano che prevedeva di fermare la donna sotto casa mentre un terzo uomo, Jamie Vella, l’avrebbe colpita con l’AK-47.

Il piano, ha aggiunto, venne abbandonato quando la persona che avrebbe dovuto pagare 50mila Euro per l’assassinio non consegnò il denaro. Muscat si è riconosciuto colpevole dell’omicidio ed ha indicato i suoi due complici in George Degiorgio e nel fratello Alfred. L’ordigno, secondo la sua testimonianza, fu fornito da Vella ed un altro uomo. L’imprenditore Yorgen Fenech, processato separatamente, avrebbe pagato Muscat e i fratelli DeGiorgio 150mila Euro per l’omicidio attraverso un intermediario. Fenech si dichiara non colpevole. (AdnKronos)

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