Alla faccia del Covid, in corso le grandi manovre militari “Defender Europe”

Di Salvo Barbagallo

Ne abbiamo parlato l’ultima volta poco più di un mese addietro (il 26 febbraio scorso), ne avevamo parlato lo scorso anno quando il mondo intero venne travolto dal Coronavirus, ne torniamo a discutere anche oggi: è “normale” che ancora in piena pandemia mentre si contano tre milioni di morti si possano attivare esercitazioni militari d’ampia portata in Europa? Le “questioni militari”, a quanto si può notare, non sono argomento che interessano i mass media: sono “questioni” poco attenzionate, come se non dovessero riguardare la vita dei comuni cittadini. Probabilmente è giusto che sia così: i cittadini devono essere bombardati dai notiziari che trasmettono principalmente notizie discordanti (a volte inquietanti) sui vari vaccini in circolazione che devono sconfiggere il temibile Covid, con messaggi assillanti su contagiati e decessi che vengono divulgati come veri “bollettini di guerra”. In realtà una guerra è in corso: è appunto quella contro il mortale virus, ma ancora allo stato attuale nessuno (scienziati, politici, governanti) ne ha spiegato l’origine. Questa particolare circostanza passa sotto silenzio.

Ebbene, nella situazione di disastro che il mondo attraversa, in Europa – uno dei territori maggiormente colpiti dalla pandemia – sono in corso esercitazioni che coinvolgono ben 27 Paesi: le “notizie” su quanto accade possono trovarsi sui giornali specializzati in materia.

Maurizio Boni scrive su “Analisi Difesa”: Con l’imbarco e la partenza dagli Stati Uniti di personale ed equipaggiamenti della Guardia Nazionale, della Riserva e di unità regolari, avvenuto nelle scorse settimane, e destinati ad approdare in quattro porti europei ha preso ufficialmente inizio la Defender Europe 2021 (DE 21), la più grande esercitazione a guida americana del dopo guerra fredda. I numeri parlano di 27 nazioni interessate (anche non europee) e di un contesto geografico esteso: dai Paesi baltici al Nord Africa, passando per i Balcani, e di 28.000 partecipanti che agiranno sul territorio di sedici alleati e partner sino al mese di giugno.

La “Defender Europe” in verità ha preso il via  – come ha scritto “Sputnik Italia”, informazione dal nostro giornale ripresa – il 24 febbraio scorso, quando  la nave da trasporto americana Endurance ha attraccato al nuovo porto commerciale di Alessandropoli, nel nord della Grecia, che dopo la firma del nuovo accordo di difesa tra Atene e Washington è diventata una base militare statunitense. Questo fatto ha suscitato il disappunto da parte di chi teme che le tensioni nella regione possano aumentare. E’ la seconda volta negli ultimi mesi che questa nave, lunga 264,5 metri e larga 32,2 metri, consegna mezzi militari ed elicotteri americani nel porto della città greca, da dove vengono successivamente inviati in Romania, Bulgaria, Ungheria per esercitazioni su larga scala della Nato”.

Marco Battaglia su “Formiche” scrive: Solo il Covid-19 fermò l’anno scorso “Defender Europe”, la più imponente esercitazione militare nel Vecchio continente. Sull’onda della pandemia (…) Quest’anno si torna in campo, con oltre 30mila militari per quattro mesi in 16 Paesi europei (Italia inclusa). L’obiettivo: dimostrare le capacità difensive dell’Europa e il ferreo impegno degli Stati Uniti verso la Nato. In realtà “Defender Europe 2020” non venne “annullata”: il Covid – venne detto ufficialmente – la “ridimensionò”, non si sa bene in che misura in quanto le esercitazioni proseguirono ma le informazioni sul loro svolgimento cessarono.

Il Covid, a quanto pare, non preoccupa tanto le alte sfere militari e governative; tutte le precauzioni sono state prese. Scrive, infatti Battaglia (ben informato) L’imponente dimostrazione di forza congiunta americana ed europea vedrà l’impegno essenziale dei Paesi ospiti e delle varie forze armate congiunte di garantire la sicurezza sanitarie del personale impiegato e delle regioni interessate dall’esercitazione. Per questo è stato schierato un sofisticato sistema di controllo preventivo e continuativo per i militari impiegati. I militari americani dovranno condurre una serie di test anti-Covid prima di poter lasciare le proprie coste, a cui seguirà un periodo di quarantena una volta giunti in Europa. Anche le forze già presenti sul continente dovranno essere testate prima di poter muoversi nei vari Paesi europei.

Dunque nessun timore: le manovre sono necessarie perché c’è un “nemico” dietro l’angolo: Stati Uniti e Paesi Alleati devono essere pronti a fronteggiarlo. Soprattutto se c’è una pandemia che non si riesce a bloccare in maniera definitiva in tempi brevi… e la cui origine potrebbe essere…

 

 

 

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