“Torniamo a fare spettacolo”: protesta operatori a Palermo

Attori, artisti, cantanti, musicisti e danzatori. In piazza a Palermo a un anno dall’inizio della pandemia e del blocco del settore, con la maggior parte dei lavoratori dello spettacolo rimasti senza occupazione e con pochi ristori. La protesta, in programma alle 10 a piazza Verdi, è organizzata da Slc Cgil Palermo, Fistel Cisl Palermo Trapani e Uilcom Palermo in occasione della mobilitazione nazionale del comparto tra i più in difficoltà dopo “un anno di lockdown”. I sindacati chiedono al governo di pensare a forme possibili di riapertura, nel rispetto delle norme di sicurezza, e ai ristori per alleviare la crisi degli addetti del settore.

“Torniamo a fare spettacolo”, è la richiesta che dà il titolo alla manifestazione, avanzata assieme ad altre rivendicazioni: ammortizzatori e sostegni fino alla fine dell’emergenza, la riapertura in sicurezza dei luoghi della cultura, la salvaguardia di produzione e occupazione, la riforma legislativa dello spettacolo,  la stabilizzazione dell’occupazione nelle fondazioni lirico-sinfoniche e il rinnovo dei contatti nazionali e dei protocolli di professionisti e autonomi.

“Sono tutte rivendicazioni dettate da un lungo anno di profonda sofferenza,  che ha avuto conseguenze pesantissime sull’occupazione e sul reddito dei lavoratori e delle loro famiglie – dice il segretario generale Slc Cgil Palermo, Marcello Cardella -. Un anno senza spettacoli dal vivo, di chiusura di teatri e cinema ha ridotto i lavoratori di questo fondamentale settore del Paese allo stremo. E non si vede luce in fondo al tunnel”.

Al governo le parti sociali chiedono di prevedere “una riapertura progressiva, ovviamente nel rispetto del distanziamento e delle norme anti Covid”. Alle Istituzioni locali “ristori certi e adeguati” per i lavoratori, e “una nuova forma di ammortizzatori sociali per sostenere l’occupazione e la professionalità”. “La pandemia ha fatto evidenziare anche tutte le criticità contrattuali – conclude Consuelo Lupo, responsabile del sindacato artiste e artisti della Slc Cgil Palermo – , la presenza di lavoro nero, la frammentazione esistente nella nostra categoria dove operano decine di figure con contratti diversi. E a soffrire è stato tutto l’indotto, tutte le maestranze tecniche e dei service che lavorano con i cinema e i teatri”. 

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