STSicily: storia di una giovane realtà siciliana e del suo impegno per la valorizzazione dell’Isola

La racconta Piero Tuzzo, cofondatore ed anima del progetto i cui pilastri sono la consulenza, la formazione ed il turismo

di Anna Studiale

[Balestrate] – Piero Tuzzo, ingegnere gestionale quarantenne, originario di Balestrate, oggi vive in Germania ma è anche un uomo che nel corso degli ultimi quattro anni si sta impegnando nel realizzare e condividere quella che è la sua filosofia di vita, propria di un siciliano consapevole di possedere nel suo DNA la sintesi dei popoli che hanno costruito la storia millenaria della sua Isola, una visione della vita che sta realizzando all’interno di un interessante progetto che vede l’uomo concretamente “cittadino del mondo”. La realtà che Piero assieme ad altri suoi collaboratori è riuscito a far vivere si chiama STSicily, una società della quale non è solo il cofondatore ma che rappresenta soprattutto l’essenza di un percorso di osmosi che vede la Sicilia come elemento attrattore e propulsore la cui genesi risale a un progetto originario di tre ragazze francesi con le quali Piero è entrato in contatto e che trova il suo cuore proprio a Balestrate, luogo a cui rimane molto legato. Fondamentale spinta motivazionale che ha portato Piero a credere in STSicily fin dai suoi primi esordi è il suo profondo amore per la Sicilia unito alla sua volontà di farla inserire all’interno di un processo di internazionalizzazione animato anche dal desiderio di creare un’ “identità globale” a proposito della quale egli mostra di avere delle idee molto chiare.

«Sono tre i pilastri che animano STSicily: la consulenza, la formazione e il turismo. Crediamo fortemente che possiamo aiutare le aziende siciliane a internazionalizzarsi attraverso il supporto degli studenti che provengono da tutto il mondo grazie ad una metodologia che abbiamo sviluppato internamente e che prevede l’utilizzo dei social network e di internet a supporto degli studenti. Il modello che STSicily ha promosso e anche registrato come marchio è quello dell’”Internship Camp” basato sull’idea di fornire ai partecipanti sia uno stage ma anche un “camp” in quanto i ragazzi vivono tutti a Balestrate”, spiega Piero aggiungendo anche, “ciò che facciamo è quello di fornire alle aziende consulenza nei termini di sviluppo del business mentre ai Comuni, a cui è data la possibilità di poter partecipare al nostro progetto, è prevista la facoltà di adottare degli studenti partecipanti allo stage per portare avanti dei piani di promozione turistica del loro territorio all’estero».

Lo stage dura al massimo tre mesi e si articola in due camp, uno invernale ed uno estivo; nei fatti gli studenti, provenienti per la maggior parte dalla Francia (in particolare dal liceo Silvia Monfort di Luisiant, nei pressi di Parigi), ma si registrano presenze anche dall’Inghilterra, dalla Germania, dall’Olanda e dalla Russia, viene data la possibilità di vivere il territorio e conoscere la Sicilia anche nella scoperta dei suoi elementi di maggiore attrattiva quali i paesaggi e la cucina, simbolo del suo sincretismo culturale. La selezione viene fatta dallo staff di STSicily a cui fa seguito la diretta esperienza all’interno delle aziende alle quali lo stesso team si impegna a fornire consulenza, aiutando i ragazzi a portare a termine un lavoro proficuo ed anche originale consapevoli di rappresentare un “valore aggiunto” per le medesime realtà aziendali presso le quali svolgono lo stage e, non ultima, la loro facoltà di poter reperire dei clienti direttamente dall’estero, dai posti da cui provengono, diventando al contempo degli “ambassador” del brand della società per cui lavorano.

Sono suddivisi, inoltre, per due fasce di età: 20/23 anni per lo studente di primo livello mentre 23/25 anni per coloro che sono già laureati ai quali viene affidato il ruolo di team leader all’interno dei gruppi che realizzano i progetti. Al termine dello stage viene rilasciato un attestato ma, cosa ancora più importante, la consapevolezza di aver preso parte non solo ad una bella parentesi di lavoro molto formativa ma, soprattutto, a una significativa esperienza di vita.

Molto chiara la mission che StSicily si è data sin dalla sua nascita: quella di aiutare i giovani di tutto il mondo che hanno voglia di fare una valida esperienza di lavoro creando una “identità globale” che si differenzia molto dall’identità culturale, superandola e apportando la consapevolezza di far parte di un sistema che è molto più ampio. Il suo è un impianto ideologico ben definito e ce lo spiega Piero: “Per quanto mi riguarda mi sento sì italiano ma più un cittadino del mondo, se tutti ci sentissimo così andremmo ad abbattere le barriere che la religione, da un lato, e i confini storici dall’altro ci hanno imposto e finiremmo col sentirci come fratelli indipendentemente dai confini nazionali e culturali che ci separano. Sono fermamente convinto che il progresso è generale ed impatta sulla società intera mentre lo sviluppo economico è culturale e tende ad arricchire pochi. L’idea dei componenti di STSicily è quella di progresso”.

Si è appena concluso il camp invernale 2021, nonostante le diverse difficoltà causate dalla pandemia di Covid-19 ancora in corso, che ha visto la presenza soprattutto degli studenti francesi. Ma per la sua realizzazione e coordinamento Piero è riconoscente ai suoi collaboratori che da Balestrate, nei fatti, si adoperano perché il “viaggio” di STSicily prosegua nel migliore dei modi e a tal proposito sottolinea, “sono molto grato ad Ankit Karkera e Neelesh Pojari che hanno seguito in totale autonomia i ragazzi stranieri occupandosi di gestire i progetti e dando il loro un importante supporto quotidiano. Inoltre le aziende coinvolte nell’ intership invernale sono state frutto della collaborazione con l’associazione “neu [noi]” rappresentata da Beppe Castellucci, col quale sto lavorando per il prossimo camp estivo, a cui va la mia gratitudine ma come non sottolineare il valore di un evento on line che si è concluso poche settimane fa, We Build Experience, organizzato dall’associazione WeStart di cui sono tra i fondatori assieme a Manfredi Mercadante, un’esperienza che mi ha fatto conoscere delle persone fantastiche come Natalie Calabrese e Aurora Incardona  non senza dimenticare Nadine Dressing e Ines Bahloul, tutti professionisti che stanno dando il loro prezioso contributo nel percorso di crescita  che STSicily sta portando avanti”. Tra gli obietti futuri la volontà di Piero di espandere il suo progetto al di là dei confini italiani, un sogno che accompagna col cuore ma anche con la lucidità che lo porta a definirsi come, “un uomo che vuole aiutare le persone a trovare la propria strada, affrontando la vita con sorriso, determinazione e passione”.

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