Generale Luzi: “La mafia è sempre più impresa”

“L’Antimafia è il dovere del fare. Anzitutto c’è l’ascolto attento del territorio. Perché la mafia è anzitutto radicamento ed è necessario che i cittadini trovino riferimenti sicuri”. Lo dice il Generale Teo Luzi, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, in un’intervista sul magazine online dell’Eurispes.

“Penso ai Comandanti di Stazione che vivono la realtà delle diverse comunità e sono il volto dello Stato pronto ad ascoltare, a sostenere, a indicare un percorso. Quindi arrivano le indagini – aggiunge – condotte dai nostri Reparti qualificati, il Ros e i Nuclei investigativi, al fianco della magistratura, con metodo e perseveranza, come attesta il susseguirsi delle operazioni. Per questo aspetto, preme evidenziare due direttrici, tra loro certamente interconnesse, l’aggressione ai capitali illeciti e le dinamiche transnazionali delle organizzazioni criminali”.

“La mafia è sempre più ‘impresa’ ed è sempre più un ‘holding criminale’ – spiega il generale Luzi – Il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, quando operò come Comandante della Legione Carabinieri di Palermo, dal 1966 al 1973, ottenne eccezionali risultati, culminati con l’invio alla Commissione Parlamentare Antimafia del primo Rapporto organico sulle nuove strutture della mafia. Dalla sua analisi emergeva l’esigenza di rivolgersi con visione unitaria all’organizzazione mafiosa e di seguirne i profili economici per confiscare beni e capitali, soprattutto quando questi investiti in Paesi esteri. Due chiavi di lettura di straordinaria modernità, che ispirarono certamente l’introduzione del reato di associazione di tipo mafioso, dieci giorni dopo l’eccidio, e che, ancora oggi, segnano l’impostazione dell’azione investigativa nel contrasto a tutte le organizzazioni criminali”.

“L’aggressione ai patrimoni illeciti è parte integrante della cultura investigativa dell’Arma. Solo negli ultimi cinque anni – dice il comandante generale dei carabinieri – abbiamo specializzato 434 unità. Altre 175 seguiranno. L’accesso per tutte le Forze di polizia alla banca dati delle segnalazioni delle operazioni sospette, che da tempo auspichiamo, muove in quella stessa direzione indicata dal Generale Dalla Chiesa”.

“Cosa Nostra resta un modello criminale di riferimento. Ed è un modello vivo, non uno spettro che riaffiora dal passato. Se vogliamo, depotenziato, ma ancora estremamente pericoloso, richiedendo un’attenzione costante”. Afferma ancora il Generale Teo Luzi,. “Guardando agli sviluppi delle strategie operative di Cosa Nostra, direi che oggi il volto della mafia è ‘mercatista’: cavalca le logiche del mercato, offrendo beni e servizi. Droga, prostituzione, sempre richieste da migliaia di persone. Ma anche prestazioni in grado di abbattere i costi d’impresa. Penso – dice Luzi – allo smaltimento illegale dei rifiuti o alla fornitura di manodopera sottopagata o schiavizzata. La mafia non ha più un rapporto aggressivo con il territorio, ma tipicamente collusivo. La violenza è pronta ad essere impiegata. Ma deve essere indispensabile”.

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