L’America militare e misteriosa in casa nostra (1)

Di Salvo Barbagallo

La grave situazione portata dalla Pandemia, vissuta spesso in maniera tragica per le centinaia di vittime che provoca, ha fatto dimenticare, o ha fatto mettere da parte argomenti che – in un modo o in un altro – riguardano la vita della collettività nazionale e isolana. Per fare un esempio: chi parla più dei continui sbarchi di migranti in Sicilia? Sbarchi che proseguono ormai indisturbato dopo l’annullamento delle misure governative prese dal precedente Governo. D’altra parte la vicenda dei pescatori di Mazara del Vallo tenuti per quasi tre mesi prigionieri nella Libia di Haftar ha dimostrato che l’attuale Governo ha tenuto e tiene nel silenzio tutto ciò che riguarda i rapporti che tiene o non riesce a tenere (?) con i nostri “vicini” di casa, quelli dell’altra sponda del Mediterraneo. Oltre il “caso” pescatori di Mazara, infatti, non dovrebbe essere dimenticato il “caso Regeni/Egitto”.

Non costituisce  un “caso” la presenza delle basi statunitensi in territorio italiano, da quelle a nord, a quelle della Sicilia e, proprio in tempo di Pandemia, c’è da chiedersi il “perché” nessuna notizia in merito al propagarsi del Covid 19 è “trapelata” dalle basi Usa. Forse – e buon per loro – nessun marines è rimasto contagiato dal terribile virus? O forse per il personale militare di queste basi USA in Italia c’è stata una “ipotetica” attività di prevenzione allorché a Sigonella è stato trasferito un anno addietro dal Cairo – prima che esplodesse la Pandemia in Italia e dopo una “residenza in Egitto di 70 anni –  il Naval Medical Research Unit (Namru).

Cos’è il Namru?

Il Naval Medical Research Unit (NAMRU) 3 è il reparto sanitario d’élite delle forze armate Usa che svolge ricerche e test su virus e batteri e concorre alla produzione di vaccini e farmaci “antivirali. Il NAMRU è composto da una decina di ufficiali di US Navy, a cui si affiancano ricercatori del Dipartimento della Difesa e di alcune aziende private “animate a ottimizzare le capacità di combattimento” delle forze armate degli Stati Uniti e dei Paesi partner. L’unità può inoltre contare su un pool di “esperti” di entomologia, microbiologia e infettivologia. Oltre a quella di stanza a Sigonella, esistono altre quattro unità della Naval Medical Research sparse a livello mondiale: NAMRU-San Antonio in Texas; NAMRU-Dayton in Ohio; NAMRU-2 a Singapore e NAMRU-6 a Lima, Perù. “La missione di NAMRU-3 è quella di studiare, monitore e individuare le emergenti e riemergenti minacce di malattie che interessano i militari e la salute pubblica, così come quella di sviluppare strategie di mitigazione contro di esse”, riporta il Pentagono. “Ciò è svolto in partnership con le nazioni ospitanti e le agenzie Usa come U.S. Centers for Disease Control (CDC). Le ricerche di base, epidemiologiche e cliniche di NAMRU-3 si rivolgono in particolare alle malattie enteriche, alle infezioni acute respiratorie, alle epatiti, alla tubercolosi, alle meningiti, all’HIV e a varie infezioni da parassiti, batteri e virus che sono endemiche e rappresentano un grave problema pubblico (…) Nel 2001 l’unità medico-militare è stata riconosciuta dall’OMS quale “Centro di collaborazione per le malattie infettive emergenti e/o riemergenti” e successivamente quale “laboratorio di referenza” per le influenze e le meningiti nella Regione del Mediterraneo orientale, mentre è in atto il processo di riconoscimento come laboratorio per l’influenza aviaria (…).

Porsi interrogativi mentre in Italia non è ancora iniziata la “campagna” di vaccinazione e mentre si sta ritornando in lockdown, può apparire inopportuno, fuor di luogo: la questione fondamentale –  a nostro avviso, ma potremmo essere in errore – riguarda l’assenza d’informazioni “generali”, su tanti e tanti argomenti, da parte dell’attuale Governo nazionale. Informazioni che potrebbero rendere la collettività nazionale più responsabile e più partecipe alle problematiche complessive che in questo difficile momento stanno pesando sul Paese.

L’Italia – crediamo noi – non ha bisogno di “misteri”, né di “decisioni nascoste”.

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