Strage Bologna: nuova inchiesta, da oggi processo per 4 indagati

Oggi udienza preliminare per i quattro indagati nella nuova inchiesta sulla strage del 2 agosto 1980, per i quali la Procura generale di Bologna ha chiesto il rinvio a giudizio il 19 maggio scorso. Si tratta di Paolo Bellini, ex di Avanguardia nazionale, considerato un informatore dei servizi segreti e ritenuto dalla procura esecutore materiale dell’attentato, dell’ex generale del Sisde, Quintino Spella, e dell’ex carabiniere Piergiorgio Segatel, ai quali viene contestato il depistaggio, e di Domenico Catracchia, amministratore dello stabile di via Gradoli 96 dove abitarono durante il sequestro Moro i leader delle Brigate Rosse Mario Moretti e Barbara Balzerani e dove, nel 1981, avrebbero trovato rifugio alcuni appartenenti ai Nar, che è invece accusato di false informazioni al pm al fine di sviare le indagini in corso. In particolare, Bellini, nell’avviso di conclusioni indagini, viene indicato come esecutore materiale dell’attentato insieme a Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini (già condannati in via definitiva), Gilberto Cavallini (condannato in primo grado per concorso in strage l’anno scorso) e “con altre persone da identificare”.

Bellini avrebbe poi agito, secondo l’accusa, in concorso con Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi, tutti deceduti. Gelli e Ortolani vengono indicati come “mandanti-finanziatori” della strage, mentre D’Amato, già direttore dell’Ufficio Affari Riservati del Viminale, come “mandante-organizzatore” e Mario Tedeschi (giornalista e politico affiliato alla P2 di Gelli) come “organizzatore, per avere coadiuvato D’Amato nella gestione mediatica dell’evento strage, preparatoria e successiva allo stesso, nonché nell’attività di depistaggio delle indagini”.

La Procura generale di Bologna, nell’ambito dell’inchiesta su mandanti e finanziatori della strage, ha analizzato la movimentazione dei conti bancari e, in particolare, del conto ‘Bologna’, riferibile al capo della Loggia P2 Licio Gelli, arrivando alla conclusione che l’operazione eversiva sfociata nell’attentato del 2 agosto 1980, è stata messa in atto da uomini della P2 e ha avuto un anticipo economico tra il 16 febbraio 1979 e il 30 luglio 1980, tre giorni prima della strage, e un saldo economico che inizia a sedimentarsi a partire dal 22 agosto 1980.

Presenti in aula anche la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elly Schlein, e la consigliera comunale di Bologna, Federica Mazzoni, in rappresentanza di Regione e Comune, costituitesi parte civile insieme ai familiari delle vittime. (AdnKronos)

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