Siamo in guerra, diciamolo pure…

di Salvo Barbagallo

Emergenza Coronavirus, migliaia di morti in Italia, milioni nel mondo: nessuno può negare l’esistenza di questo temibile morbo. E pur tuttavia c’è sempre un “qualcosa non quadra”, che inesorabilmente affiora e lascia inquieti. Innanzitutto l’indifferenza (apparente per gli ignari, strumentale per altri?) sulle sue oscure origini. È assodata metodologia scientifica quando c’è necessità di “comprendere” la natura di un virus di accertarne provenienza e cause che l’hanno determinata. C’è da rilevare che solo all’inizio della Pandemia la questione venne posta in discussione, poi l’assoluto silenzio e il vociferare confuso sulla possibilità di ottenere in tempi relativamente brevi un efficace antidoto. Il vociferare sembra auto alimentarsi in fasi alterne, a seconda delle spinte cronacistiche sui contagi e sui decessi che vengono registrati quotidianamente. Non interessa veramente a nessuno conoscere come è nato questo morbo, come si è sviluppato e come si diffonde in maniera anomala sui territori del globo? Alla gente interessa certamente, poiché l’interrogativo se lo pone. Gli scienziati si stanno limitando soltanto a prendere atto degli effetti devastanti e cercate antidoti? I governanti si stanno limitando a scaricarsi gli uni sugli altri le responsabilità per un sistema sanitario che è già andato in tilt?

Questi e tanti altri interrogativi si pone il cosiddetto uomo qualunque, i cosiddetti intellettuali appaiono assenti, negli studi televisivi si avvicendano esperti (o pseudo tali) di varia coloritura che esprimono opinioni contrastanti che, alla fine, provocano ulteriore confusione. Tutto ciò è casuale?

Non c’è linea comune fra i Paesi colpiti dal Covid: ogni Governo agisce a propria discrezione, l’Italia si mostra come un “caso” a sé stante, con le sue innumerevoli contraddizioni e conflittualità nell’azione di contenimento della Pandemia che non fanno presagire nulla di buono, ma che pongono ulteriori interrogativi.

In queste ore il Governo italiano discute sulle nuove misure restrittive da adottare per fronteggiare l’incremento dei contagi: alcune di queste ipotesi se venissero poste in atto susciterebbero inevitabili reazioni da parte delle collettività, delle categorie interessate che verrebbero travolte sul piano economico se venissero applicate, delle persone che fanno parte di fasce d’età già considerate “non indispensabili” alla vita produttiva. Uno stato di follia, o altro alla base dell’evidente (vera o falsa?) confusione fra i cosiddetti “responsabili” della Cosa pubblica?

Si ragiona in termini di “futuro”: quale “futuro” se non si riesce a superare questo “presente”? Paradossalmente il “futuro” è questo “presente” che si muove sulle linee di un “caos” forse programmato per finalità oscene e innominabili.

Teorie del complottiamo? Certo, c’è chi spinge ad accrescere la condizione confusionale. Provare il contrario non è facile.

L’Italia, Paese delle contraddizioni?

Nel quotidiano “bollettino Covid” di ieri da noi pubblicato abbiamo aggiunto la parola “guerra”: lo abbiamo definito “Bollettino di guerra”. In molti hanno chiesto il perché. Rispondiamo: c’è poco da dire se non si comprende che tutto ciò che ruota attorno alla Pandemia, ciò che è la stessa Pandemia, è una guerra che si combatte ogni giorno. Da questa convinzione possono scaturire le considerazioni sulle contraddizioni che la collettività nazionale “italiana” sta attraversando.

È sufficiente, per ora, portare un esempio. Si sta discutendo sulla necessità di obbligare gli “Over 70” a restare a casa “per la loro salvaguardia”. Dall’altra parte si fanno sbarcare in Sicilia, in maniera indiscriminata, centinaia e centinaia di baldi giovani che provengono dall’altra sponda del Mediterraneo che, sicuramente, non fuggono da guerre e fame. Questi baldi e robusti giovani vengono lasciati liberi a scorazzare dalla Sicilia all’Italia, magari poi usando il territorio per andare altrove, in Europa ad ammazzare innocenti. La maggior parte di questi “migranti” – oggi definiti “ospiti” – rimane nel nostro Paese. C’è chi si sta chiedendo: si vogliono sostituire gli “Over 70” con questi “baldi giovani” che “produttivamente” possono rendere maggiormente? Al premier Giuseppe Conte, o al ministro Lamorgese qualcuno ha posto questo interrogativo, al quale conseguenzialmente ne segue un altro: è proprio necessario “ghettizzare” gli Over 70 “Italiani” mentre si lasciano in piena libertà coloro che dovrebbero essere considerati “clandestini” in termine di legge?

Cosa sta nascondendo la (presunta?) “guerra al Covid”, e chi l’ha scatenata? Si stanno creando le condizioni per fare scendere in piazza i “nonni”, e quindi avere la “giustificazione” di “internarli” a tempo indeterminato perché considerati “eversivi” o semplicemente “fascisti”?

Sono troppi gli interrogativi che restano senza risposta…

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