Nuovo terminal container nel Porto Commerciale di Augusta

Sicurezza, più ambiente, più occupazione.

Con la consegna dei lavori per la costruzione del nuovo terminal container nel Porto di Augusta al Consorzio Infrastrutture s.c.a.r.l., per un importo di oltre 50 milioni di euro, si aggiunge un nuovo ed importante tassello alle opere di infrastrutturazione che l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale sta realizzando nei Porti di Augusta e Catania.

L’intervento prevede la realizzazione di una nuova banchina con oltre 500 metri lineari destinati agli accosti, da utilizzarsi per l’attracco di navi container di ultima generazione, oltre alla realizzazione dei piazzali retrostanti, per una superficie complessiva di circa 200.000 mq per le operazioni di movimentazione e stoccaggio principalmente dei TEU.

I sistemi portuali rivestono un ruolo fondamentale per la movimentazione nazionale ed internazionale delle merci, Il settore marittimo non solo dà impulso alla domanda di servizi complementari di trasporto terrestri ma, soprattutto, genera un indotto che spazia in numerosi settori di attività economica correlati. Come è ben noto, gli elementi che contribuiscono a rendere uno scalo più competitivo rispetto ad altri e quindi capace di attrarre un maggiore flusso di traffico, si possono raggruppare in tre macro aree:

  1. Le caratteristiche proprie degli scali;
  2. I collegamenti degli scali con le infrastrutture terrestri;
  3. La presenza di “centri logistici” di supporto

L’AdSP del Mare di Sicilia Orientale ha quindi messo a punto un piano di interventi infrastrutturali, che include, fra gli altri, la costruzione del nuovo terminal container nel Porto di Augusta. Il piano è stato concepito per dare vita ad una logistica moderna grazie anche ai nuovi collegamenti ferroviari che verranno istituiti tra l’area portuale, l’interporto e l’aeroporto degli scali di Augusta e Catania. Tutto questo in un Mediterraneo dove le dinamiche dei traffici sono oggi, più che mai, in forte evoluzione.

È grande la soddisfazione del Presidente Annunziata che afferma: “Finalmente si va incontro ad una nuova era per la logistica della Sicilia Orientale. Il Porto di Augusta, grazie al suo nuovo terminal container, assumerà la posizione di leader nel comparto del traffico containerizzato in questa parte della Sicilia, operando da e verso tutto il Bacino del Mediterraneo e con il resto d’Europa grazie alla sua posizione strategica lungo il corridoio Scandinavo-Mediterraneo della Rete TEN-T delle Autostrade del Mare. Inoltre, con la realizzazione del collegamento di ultimo miglio con la rete ferroviaria nazionale, che connetterà direttamente il Porto di Augusta con il resto della Sicilia e dell’Italia, si avrà un migliore equilibrio con le altre modalità di trasporto abbattendo nettamente, al contempo, anche l’emissione di Co2, migliorando la qualità ambientale del Porto e delle aree limitrofe, contribuendo a salvaguardare la salute e il benessere dei lavoratori e dei cittadini e apportando valore aggiunto alla competitività del nostro Sistema Portuale”.

 “La costruzione del nuovo terminal container avrà una ricaduta positiva anche sulle Zone Economiche Speciali”, prosegue Andrea Annunziata “considerato che l’AdSP del Mare di Sicilia Orientale serve due terzi delle ZES regionali. Le ZES hanno il merito di agire in un’ottica di sistema, con l’obiettivo di sanare tutti quegli aspetti che storicamente hanno costituito le maggiori criticità̀ per le aziende che hanno cercato di investire nel mezzogiorno. Oggi, le aziende operanti all’interno delle ZES avranno finalmente la possibilità̀ di beneficiare di sgravi fiscali, di procedure burocratiche semplificate e dell’accesso ad infrastrutture di livello superiore, come ad esempio il nuovo terminal container nel Porto di Augusta. I container molto spesso trasportano materie prime provenienti da oltre oceano ed il terminal container di Augusta svolgerà una funzione preminente in quanto luogo di arrivo, di partenza e di smistamento verso le industrie, sia quelle già esistenti che quelle che si stanno creando grazie all’istituzione delle ZES. A loro volta le industrie lavoreranno le materie prime e creeranno semilavorati o prodotti finiti, che verranno infine immessi sul mercato, generando quindi un processo di filiera che crea lavoro e fa girare l’economia.”

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