La paura Covid raggiunge i piani alti del Consiglio europeo

L’allarme per la seconda ondata di Covid 19 raggiunge i piani alti del Consiglio Europeo che si vede costretto a cambiare i temi già posti in Agenda. Circostanza probabilmente notata (o annotata) dagli addetti ai lavori, ma sfuggita ai più per mancanza di adeguate informazioni. Lo mette in evidenza, invece, Angela Mauro su HuffPost che scrive: La seconda ondata di pandemia stravolge l’agenda del Consiglio europeo di ottobre, formalmente convocata per parlare di Brexit, clima, Africa. Tutti argomenti che vengono trattati e rimandati. Il grosso della discussione tra i 27 leader europei riuniti a Bruxelles è come gestire la nuova emergenza, che riporta le lancette indietro a luglio quando fu la paura dei contagi e la paura che anche uno solo degli Stati europei fallisse sotto i colpi della crisi economica a dare la spinta per una misura inedita come il ‘Next generation Eu’, il pacchetto per la ripresa post-Covid.

Difficile cogliere la situazione nella sua complessità se non si è veramente addentro nell’attività del Consiglio europeo, quindi il quadro che fornisce proprio Angela Mauro risulta estremamente significativo. Eccolo: Ursula von der Leyen, ieri, è stata costretta ad abbandonare i lavori perché uno dei suo collaboratori ha contratto il virus. Isolamento precauzionale per la presidente della Commissione europea, costretta anche ad annullare la visita a Roma, prevista per il 20 ottobre (…) In autoisolamento anche l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Ue, Josep Borrell. Il premier polacco Mateusz Morawiecki invece non riesce nemmeno a venire a Bruxelles: è in quarantena. La premier finlandese Sanna Marin ha dovuto lasciare in anticipo oggi: anche per lei, un caso di covid tra i collaboratori (…) Angela Merkel annulla il vertice informale previsto a Berlino a novembre (…) Il nuovo clima di paura spazza via la rilassata fase estiva, durata fino alla settimana scorsa (…).

Conclusione: Al Consiglio Ue si parla poco di Brexit, tanto di Covid e Recovery fund: ora tutti ne hanno bisogno per guadare l’emergenza.

Sal.Bar.

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