Che fine ha fatto il progetto “Biblioteca Casa di Quartiere” di Catania?

di Cinzia Colajanni

Il 5 novembre 2019 alcuni giornali cittadini riportavano la notizia che il ministero per i Beni e le Attività Culturali aveva finanziato, per un importo di 80 mila euro, il progetto “Biblioteca Casa di Quartiere”. La Biblioteca da valorizzare era la “Vincenzo Bellini” di via Antonino di Sangiuliano.

Negli articoli leggiamo che la biblioteca diverrà “luogo di incontro e collaborazione tra abitanti, istituzioni pubbliche, soggetti privati e società civile, sul modello di altre analoghe esperienze in Europa e in Italia. Il progetto promuove un modello di sviluppo sostenibile. Le attività finanziate e i servizi offerti si svolgeranno in fasce orarie diverse dal consueto, anche nei giorni festivi, nella sede della biblioteca in via Antonino di Sangiuliano  e si avvarrà anche di uno spazio attualmente in disuso la cui manutenzione rientra nel finanziamento concesso, per connettere lo stabile all’immobile principale.

Il progetto – ha spiegato l’assessore Barbara Mirabella – mira a diversificare e ampliare l’offerta culturale delle biblioteche comunali affinché diventino un punto di riferimento per i cittadini e uno spazio aperto alle esigenze culturali  della città. Con questa iniziativa l’amministrazione Pogliese ancora una volta si dimostra sensibile alle esigenze di crescita civile e culturale della città”.

La pandemia ha costretto il Governo a fermare le attività delle biblioteche. Avvenuta la ripartenza ci si chiede a che punto è questo progetto e soprattutto ci si chiede cosa questo progetto preveda.

Tutto ciò che l’ente pubblico fa ha lo scopo di soddisfare la cittadinanza; questo progetto (sembra di capire da quel poco che la stampa ci dice) è orientato alla collaborazione tra pubblico e privato nel rispetto di una economia sostenibile. Un motivo in più per rendere partecipi i cittadini.

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