Andata a vuoto la prima “spiata” per le feste private

I “suggerimenti” del ministro Speranza fanno “lezione” e vengono messi in atto: fare la “spia” diventerà una moda? Si spera di no, anche perché il rischio di prendere qualche bella cantonata è concreto. Lo dimostra l’episodio riportato da “La Stampa” verificatosi a Vinovo, in provincia di Torino: un cittadino ha chiamato i carabinieri della locale stazione per segnalare un “festa” che non rispettava le “raccomandazioni” del ministro del ministro in merito al numero dei partecipanti. A quel che risulta è la prima “denuncia”, ma l’informazione era errata. I carabinieri sono intervenuti prontamente, ed hanno subito notato che non si trattava di una “festa” in abitazione privata, ma di un incontro in un bar all’interno di un Centro commerciale: i militi hanno notato che ogni cosa si svolgeva secondo le “regole”, e che le persone sedute che ascoltavano musica erano distanziate tra di loro e tutte provviste di mascherina. Ci si chiede: in un caso simile la multa i carabinieri a chi avrebbero dovuta farla? Al “denunciante” oppure a Speranza?

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