Addio a Juliette Gréco, una vita fuori dal comune

Addio a Juliette Gréco, la “regina di Parigi, una icona della canzone francese. Aveva 93 anni ed ha concluso la sua esistenza terrena nella sua casa a Ramatuelle circondata dai suoi congiunti. La notizia è stata data dalla famiglia con una nota all’agenzia France Presse. Nel testo trasmesso all’agenzia di stampa si legge: ”La sua è stata una vita fuori dal comune. Juliette faceva ancora risplendere la canzone francese a 89 anni fino al problema di salute che l’ha colpita nel 2016, l’anno in cui aveva perso la sua unica figlia Laurence-Marie”,

Juliette Gréco era nata a Montpellier da padre corso, Gérard Gréco, e da madre francese originaria di Bordeaux, Juliette Lafeychine; a seguito del divorzio dei genitori, venne cresciuta dai nonni materni. Appena a sedici anni fece parte della Resistenza e, prima della conclusione della seconda guerra mondiale, venne arrestata dalla Gestapo e rischiò di essere deportata dalle truppe naziste: finì internata nella prigione di Fresnes.

Nel 1946 si trasferì nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés a Parigi dopo che la madre aveva lasciato il paese per l’Indocina assieme alla marina francese, Ha rappresentato la bohemienne parigina ed è stata considerata musa degli esistenzialisti francesi dell’epoca. Debuttò, ancora molto giovane, esibendosi come cantante nei caffè parigini di Saint-Germain-des-Prés.

Il repertorio delle canzoni di Juliette Greco è come un tempo incentrato su versi scritti da autori famosi, come Raymond Queneau (Si tu t’imagines), Jean-Paul Sartre – amico personale della cantante – (La Rue des Blancs-Manteaux), Jacques Prévert (Les feuilles mortes), testi poi messi in musica. Jean-Paul Sartre divenne suo intimo amico e scrisse per lei “La Rue des Blancs-Manteaux”. “Passione, battaglie, amore e risate intense” erano le parole che usava per descrivere la sua vita. E la morte? “La morte? Ah non mi interessa, so che devo morire da quando sono piccola, ho fatto l’abitudine a questa idea. La morte è una cosa normale. L’importante è non soffrire…”.

Attrice di rilievo, ha saputo distinguersi per interpretazioni notevoli. Si è sposata tre volte: con l’attore Philippe Lemaire (1953-1956; da cui ha avuto una figlia, Laurence-Marie Lemaire, n. 1954), con l’attore Michel Piccoli (1966-1977) e col pianista Gérard Jouannest.

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