Conte dichiara “guerra” alla Sicilia

È stata impugnata dal governo e dal Viminale l’ordinanza del governatore della Sicilia Nello Musumeci che aveva disposto lo sgombero di hotspot e centri di accoglienza migranti dell’isola. L’impugnativa è in corso di deposito al Tar della Sicilia. L’ordinanza, secondo il ricorso, “interferisce direttamente e gravemente con la gestione del fenomeno migratorio che è materia di stretta ed esclusiva competenza dello Stato”. Inoltre nonostante sia stata motivata come misura anti Covid, sempre secondo il ricorso, “interferisce sul fenomeno migratorio e produce effetti diretti a carico di altre regioni”. (AdnKronos)

Scontro fra Istituzioni: chi tende a spaccare l’Italia?

di Salvo Barbagallo

Fin troppi interrogativi si pongono con l’impugnativa del Viminale all’ordinanza emanata dal Governatore della Sicilia, Nello Musumeci, sullo sgombero degli hotspot e centri di accoglienza di migranti nell’isola. Abbiamo già espresso la nostra “opinione” in merito, e abbiamo detto chiaramente che lo Statuto Speciale della Sicilia – parte integrante della Carta Costituzionale Italiana – viene considerato ormai “carta straccia”, e quindi abbiamo “anticipato” la decisione del Governo nazionale sulla delicata questione.

Il primo interrogativo: “Perché il Capo dello Stato Italiano, Sergio Mattarella” è rimasto e rimane in silenzio sulla delicata questione, senza porsi come “garante” delle Istituzioni stesse che stanno mostrando una pericolosa conflittualità in un momento grave per l’intero Paese colpito da Pandemia?”. È questo l’interrogativo che si pone il cittadino “comune”, quel cittadino che compone la collettività, che “deve” essere tutelato dallo Stato in tutte le sue espressioni, costretto ad assistere a “divergenze” che fanno mettere in dubbio la “validità” della stessa Costituzione e l’operato di chi dovrebbe farla rispettare.

Il secondo interrogativo: “Chi valuta realmente la pericolosità quantitativa dei contagi provenienti dall’esterno, quelli che possono essere trasmessi dai cosiddetti migranti che, una volta giunti in Sicilia, si disperdono autonomamente senza controlli in tutto il Paese?”.

Il terzo interrogativo: “Da sempre è risaputo che i cosiddetti migranti sbarcano in Sicilia: perché non sono stati predisposti mezzi e strumenti adeguati per fronteggiare una situazione di emergenza non-stop? Che ormai si protrae da anni?”.

Il quarto interrogativo è da considerare pleonastico? “Perché si è voluto impugnare un’ordinanza emessa nel rispetto delle norme di uno Statuto che fa parte della Carta Costituzionale?”.

Il quinto interrogativo: “A Roma si è veramente a conoscenza delle condizioni disperate in cui versano le collettività non solo delle località in cui si verificano gli sbarchi, ma dei pericoli di grandi contagi che sta correndo la Sicilia?”.

Il sesto interrogativo: “Perché si continua a giocare sul ruolo delle competenze?”.

Il settimo interrogativo: “C’è chi sta considerando la rabbia dei cittadini comuni Siciliani, molti dei quali si considerano già carne da macello?”.

L’ottavo interrogativo (consequenziale al precedente): “C’è chi vuole spaccare il Paese e con quale finalità?”.

Tanti e tanti altri interrogativi possono porsi, ma è bene attendere per “registrare” lo sviluppo di una situazione alla quale bisognerebbe mettere la parola “fine” nel rispetto della Costituzione Italiana e in nome dell’unità del Paese.

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