Esercitazione militare “Defender Europe”: notizie fuori schema

di Salvo Barbagallo

 

Già si conosceva poco, ma dopo l’esplosione della pandemia del Coronavirus dell’esercitazione militare NATO-USA “Defender Europe 2020” non si è saputo più nulla. Come dire, anche se gli Stati Uniti (informazione nota) avevano bloccato settimane addietro il “ponte” da oltre Oceano verso l’Europa di gran parte di uomini e mezzi, di quelli già arrivati (probabilmente un diecimila militari con il seguito di mezzi e supporti logistici) si erano, come dire, perdute le tracce, usando una sorta di metafora. Si apprende ora con un approfondito resoconto dal giornale online “Sputnik” pubblicato oggi (7 aprile) che ufficialmente le manovre sono state considerate “congelate” il 16 marzo scorso a causa della pandemia, ma che “Alcuni progetti delle esercitazioni delle Forze armate statunitensi sono attualmente in corso nelle aree di addestramento polacche”, come ha osservato un portavoce di una base di addestramento della Bundeswehr.

Sputnik informa che I rappresentanti di Alternativa per la Germania (AFD) al Bundestag, Anton Friesen e Armin-Paul Hampel, hanno posto al governo federale alcune domande in merito alle esercitazioni. In particolare Friesen e Hampel desideravano conoscere “(…) in che modo il governo federale giustificasse il proprio sostegno alle esercitazioni, il cui obiettivo è consegnare attrezzature militari verso i confini russi”, e inoltre chiedevano ancora di conoscere Quali sono allora le spese e i costi che dovranno sostenere i contribuenti tedeschi per queste esercitazioni (…). Al primo quesito, senza fare alcun riferimento ai “confini russi”, il governo tedesco rispondeva specificando il significato delle esercitazioni e affermando che “(…). Per via della sua posizione centrale la Germania riveste una grande importanza in qualità di Paese di transito. Con la sua partecipazione attiva la Germania sta dando prova del suo ruolo di piattaforma privilegiata per la NATO e della solidarietà nei confronti dei nostri partner e alleati dell’Europa centrale e orientale”. Al secondo interrogativo il governo federale ha  rilevato “che i costi legati alla partecipazione tedesca alle esercitazioni Defender Europe 20 ammontano a 416.000 euro per trasferte, circa 2,3 milioni di euro per tali “spese ulteriori” e circa 3,3 milioni di euro di costi di trasporto. Tuttavia, si osserva che “a causa della situazione relativa alla diffusione del SARS-CoV 2 (Covid-19) le esercitazioni Defender Europe 20 non proseguiranno più come previsto”, aggiungendo inoltre che “(…) gli Stati Uniti non intendono abbandonare le attrezzature che sono state portate in Europa da navi provenienti da oltreoceano (…) Queste unità dovranno essere rispedite negli USA passando per la Polonia e i Paesi baltici (…).

Dunque in territorio tedesco nelle aree di addestramento di Bergen (Bassa Sassonia) e di Grafenwöhr (Baviera), la “Defender Europe” è stata annullata con l’insorgere della pandemia e, come ha comunicato il portavoce della “Joint Service Support” sono iniziate “(…) le operazioni di rientro dei soldati e dei mezzi dall’Europa”, comunica il portavoce del Joint Service Support. “Principalmente si tratta di trasporto su ferrovia di mezzi di trasporto e attrezzature militari statunitensi, nonché di strumentazione presente nei magazzini americani siti in Germania. Il trasporto di questa merce si protrarrà presumibilmente fino a metà maggio (…)”. Ma…”Le unità che entro quella data erano già pervenute in Germania hanno ormai raggiunto i territori polacchi e baltici, deputati allo svolgimento delle esercitazioni”. E come ha confermato un portavoce di una base di addestramento della Bundeswehr. “Alcuni progetti delle esercitazioni delle Forze armate statunitensi sono attualmente in corso nelle aree di addestramento polacche” poiché, a quanto pare, il diffondersi del Coronavirus non ha avuto alcun impatto sullo svolgimento di quelle esercitazioni…

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