Italiani rimpatriati da Wuhan: “Stiamo bene”

“Arrivato, sto bene”. Così Lorenzostudente 22enne di Pescara tra i 56 rimpatriati da Wuhan, città dove è partito il focolaio del coronavirus, ha tranquillizzato i suoi genitori, Giulio e Alessandra, arrivati in mattinata davanti al ‘Centro Sportivo Olimpico Esercito’ alla Cecchignola per poter vedere l’arrivo dei pullman da Pratica di Mare ai locali allestiti nella cittadella militare, dove gli italiani trascorreranno 14 giorni di isolamento. I finestrini del mezzo erano schermati e non hanno potuto salutarlo. Ma “ci ha detto che sta bene sia lui che gli altri connazionali – hanno raccontato i genitori -. Lui non ha avuto paura, anzi ci tranquillizzava e diceva che si stava facendo un eccessivo allarmismo”.

“Stiamo aspettando di sapere se possiamo rivederlo, anche se per poco e con tutte le misure precauzionali” hanno aggiunto. “Forse nei prossimi giorni potremo vederlo da alcune vetrate – sottolineano – per il momento non è possibile”. Ora “siamo sollevati, ringraziamo le autorità che hanno messo in campo questa macchina organizzativa che si è mossa e ha riportato qui i nostri cari”.

”Lorenzo era a Wuhan dal primo settembre, ha frequentato l’università e per lui il periodo natalizio è stato un periodo di esami. In questi ultimi giorni erano chiusi con gli altri studenti in camera per precauzione” hanno raccontato i genitori del 22enne.

“Non c’era un obbligo a rimanere in camera, ma hanno ritenuto prudente farlo – spiegano Giulio e Alessandra – l’Università ha messo a disposizione una mensa per gli studenti fuori sede rimasti nel campus”. E Lorenzo tornerà nel Paese Asiatico, secondo quanto raccontano i suoi genitori: “Prima di partire ha postato su un social una foto dicendo che vuole ritornare in Cina”. (Adnkronos)

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