Coronavirus, positivo italiano ricoverato allo Spallanzani

L’Istituto Superiore di Sanità ha appena comunicato alla task-force del Ministero della Salute “l’esito positivo del test di conferma su uno dei rimpatriati da Wuhan e messo in quarantena nella città militare della Cecchignola”. Il paziente è attualmente ricoverato all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma “con modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale“, sottolinea una nota dell’Istituto Superiore di Sanità.

“L’Istituto sta coordinando l’organizzazione della sorveglianza epidemiologica a livello nazionale e supporta i laboratori di riferimento regionali per garantire una prima diagnosi tempestiva. Nei casi di positività al primo test l’Istituto effettua le analisi di conferma comunicandole alla task-force del Ministero della Salute”, conclude la nota.

35 italiani su nave bloccata in Giappone

 

Ci sono 35 cittadini italiani, tra passeggeri ed equipaggio, a bordo della nave da crociera Diamond Princess, in quarantena da martedì nel porto di Yokohama. Lo hanno riferito fonti della Farnesina, secondo cui tra i casi di coronavirus a bordo al momento non risultano connazionali.

L’Unità di Crisi della Farnesina e l’ambasciata d’Italia a Tokyo, in stretto raccordo con le autorità locali, seguono il caso con la massima attenzione e sono in contatto con i nostri connazionali per prestare ogni possibile assistenza. La situazione “è ovviamente gestita dal Paese nipponico. Il nostro ruolo è reperire quante più informazioni possibile per dare notizie anche ai familiari sulle loro condizioni”, ha spiegato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. “In continuo contatto con i 35 connazionali a bordo della nave giapponese bloccata al porto di Yokohama. L’Unita di Crisi del ministero degli Esteri e la nostra ambasciata in Giappone stanno monitorando con grande attenzione il caso. Massimo impegno per tutelare i nostri connazionali”, scrive su Twitter il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Sulla Diamond Princess sono stati portati 4mila termometri e 7.200 mascherine, ha fatto sapere il capo di gabinetto del governo giapponese, Yoshihide Suga, precisando che entro la giornata saranno consegnati beni di prima necessità come medicinali mentre a partire da domani ogni altra cosa richiesta dagli oltre 3.700 passeggeri e membri dell’equipaggio, che devono restare in quarantena per 14 giorni da martedì scorso. Intanto, Hiroko Otsubo, vice direttore generale del ministero della Sanità di Tokyo, ha riferito che le 10 persone risultate oggi positive ai test del coronavirus sono tutti passeggeri e hanno mostrato sintomi dell’infezione. I dieci – che si aggiungono ai nove passeggeri ed un membro dell’equipaggio risultati positivi ieri – sono stati trasferiti in vari ospedali della prefettura di Kanagawa. “Le procedure di quarantena continuano – ha detto – e chiediamo ai passeggeri di rimanere nelle loro stanze più tempo possibile, prendendo le precauzioni necessarie per impedire l’infezione”. Se escono dalle cabine, devono indossare le maschere “tutto il tempo”, ha aggiunto.

A bordo della Diamond Princess, di proprietà della Carnival, viaggiano 3.711 persone, 2.666 passeggeri – circa la metà dei quali giapponesi – e 1.045 membri di equipaggio. In totale, finora sono state sottoposte al test per il nuovo coronavirus 273 persone e si sta valutando se sottoporne altre.

Tra le 10 persone di cui era stato confermato il contagio ieri, secondo quanto riferito dalla compagnia in una nota, ci sono due passeggeri australiani, tre giapponesi, tre di Hong Kong, un americano ed un membro dell’equipaggio filippino. “Queste 10 persone -si legge- verranno fatte sbarcare dalla guardia costiera giapponese e verranno trasferiti in ospedali locali. La nave rimarrà in quarantena a Yokohama. Il periodo di quarantena sarà di almeno 14 giorni come richiesto dal ministero della Sanità”.

La Diamond Princess era partita il 20 gennaio dal porto di Yokohama e, dopo soste a Hong Kong, Vietnam e Taiwan, aveva fatto rientro nella città di partenza due giorni fa. La quarantena di 14 giorni è stata decisa dopo che un passeggero 80enne di Hong Kong, salito sulla nave il 20 gennaio, è risultato positivo al test del nuovo coronavirus. L’uomo era sbarcato nell’ex colonia britannica il 25, sei giorni dopo, il primo febbraio, si era recato in un ospedale di Hong Kong, dove era risultato positivo ai test. Nei cinque giorni in cui era rimasto a bordo della Diamond Princess, fa sapere la compagnia, non si era presentato nell’ambulatorio della nave per riferire di alcun sintomo.

 

Confermata morte del medico che lanciò allarme

 

Dopo una giornata di notizie contrastanti, è stata confermata la morte di Li Wenliang, il 34enne medico eroe che per primo lanciò l’allarme sulla diffusione del coronavirus. A quanto riporta il South China morning Post, Li è deceduto alle 02.58 di venerdì (ora cinese). Lo ha comunicato l’ospedale di Wuhan dove il medico era ricoverato dopo aver contratto la malattia sul lavoro.

I media cinesi avevano dato questa mattina la notizia del suo decesso, ma poi l’ospedale di Wuhan l’aveva smentita, sottolineando però che le sue condizioni erano critiche.

 

Fonte: Adnkronos

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